4 agosto 1975: nell’attentato al treno Italicus perde la vita l’eroico forlivese Silver Sirotti

4 AGOSTO 1975: NELL’ATTENTATO AL TRENO ITALICUS PERDE LA VITA L’EROICO FORLIVESE SILVER SIROTTI
di Marco Viroli e Gabriele Zelli

Silver Sirotti

A Forlì, all’angolo tra via Cristoforo Colombo e viale della Libertà, la via che da sotto l’arco ex INAIL attraversa l’area ex Mangelli è intitolata a Silver Sirotti.

Nato a Forlì nel 1949, Sirotti si diplomò all’I.T.I.S. “Marconi” nel 1968. Nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974, sul rapido “Italicus” che collegava Roma con il Brennero, un attentato terroristico, poi rivendicato dal gruppo di estrema destra Ordine Nero, provocò dodici morti e quarantaquattro feriti. L’esplosione avvenne appena dopo la galleria di San Benedetto Val di Sambro, sulla linea Firenze-Bologna, a circa 40 chilometri dal capoluogo emiliano. Purtroppo tra le vittime vi fu anche il ferroviere forlivese Silver Sirotti, appena venticinquenne.

Così venne descritto il sacrificio di Sirotti da due agenti di polizia, testimoni oculari: «Improvvisamente il tunnel da cui doveva sbucare il treno si è illuminato a giorno, la montagna ha tremato, poi è arrivato un boato assordante. Il convoglio, per forza di inerzia, è arrivato fin davanti a noi. Le fiamme erano altissime e abbaglianti. Nella vettura incendiata c’era gente che si muoveva. Vedevamo le loro sagome e le loro espressioni terrorizzate, ma non potevamo fare niente poiché le lamiere esterne erano incandescenti. Dentro doveva già esserci una temperatura da forno crematorio. “Mettetevi in salvo”, abbiamo gridato, senza renderci conto che si trattava di un suggerimento ridicolo data la situazione. Qualcuno si è buttato dal finestrino con gli abiti in fiamme. Sembravano torce. Ritto al centro della vettura un ferroviere, la pelle nera cosparsa di orribili macchie rosse, cercava di spostare qualcosa. Sotto doveva esserci una persona impigliata. “Vieni via da lì”, gli abbiamo gridato, ma proprio in quel momento una vampata lo ha investito facendolo cadere accartocciato al suolo».

Sirotti era in servizio sull’Italicus e, dopo essere sopravvissuto allo scoppio, si prodigò per prestare soccorso ai numerosi feriti. Viste le fiamme che si diffondevano sempre più, Sirotti impugnò un estintore e andò verso la vettura dove era avvenuta l’esplosione. Purtroppo il suo coraggio e la sua generosità gli furono fatali.

Pochi giorni dopo, il 7 agosto, alcuni presunti attentatori furono arrestati ma subito dopo scarcerati. A oggi i responsabili di quella strage non sono ancora stati individuati.

Quello all’Italicus (assieme alla strage di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969, alla strage di piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974 e alla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980) è considerato uno dei più gravi attentati che ebbero luogo nel corso dei cosiddetti “anni di piombo”.

CON IL NASO ALL’INSÙ

Al binario 1 della stazione di Bologna è stata posta una lapide in ricordo del sacrificio del giovane eroico ferroviere forlivese:

SILVER SIROTTI / DEL PERSONALE VIAGGIANTE / DI BOLOGNA / “IMMOLAVA LA / GIOVANE VITA / AI PIÙ ALTI IDEALI / DI UMANA / SOLIDARIETÀ” / TRENO ITALICUS – 4 VIII 1974

Silver Sirotti (1)

A Forlì, il piccolo parco situato in via Ribolle è dedicato alla memoria di Silver Sirotti. Al centro del giardino, un piccolo cippo posato a terra riporta su una lapide le parole con cui, nel 1975, con Decreto del presidente della Repubblica, venne conferita a Sirotti la Medaglia d’Oro al Valore Civile alla memoria:

CONTROLLORE IN SERVIZIO, IN OCCASIONE DEL CRIMINALE ATTENTATO AL TRENO ITALICUS NON ESITAVA A LANCIARSI, MUNITO DI ESTINTORE, NEL VAGONE OV’ERA AVVENUTA L’ESPLOSIONE PER SOCCORRERE I PASSEGGERI DELLA VETTURA IN FIAMME. NEL NOBILE TENTATIVO, IMMOLAVA LA GIOVANE VITA AI PIÙ ALTI IDEALI DI UMANA SOLIDARIETÀ. ESEMPIO FULGIDO DI ECCEZIONALE SPREZZO DEL PERICOLO E INCONDIZIONATO ATTACCAMENTO AL DOVERE, SPINTI FINO ALL’ESTREMO SACRIFICIO.

Ogni anno, la mattina del 4 agosto le massime cariche cittadine si recano in visita al giardino di via Ribolle per commemorare il ricordo del giovane concittadino che immolò la propria vita per cercare di salvare quella di altri innocenti, vittime della follia del terrorismo “politico”.

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Marco Viroli

Marco Viroli è nato a Forlì il 19 settembre 1961. Scrittore, poeta, giornalista pubblicista, copywriter, organizzatore di eventi, laureato in Economia e Commercio, nel suo curriculum vanta una pluriennale esperienza di direzione artistica e organizzazione di mostre d’arte, reading, concerti, spettacoli, incontri con l’autore, ecc., per conto di imprese ed enti pubblici. Dal 2006 al 2008 ha curato le rassegne “Autori sotto la torre” e “Autori sotto le stelle” e, a cavallo tra il 2009 e il 2010, si è occupato di pubbliche relazioni per la Fondazione “Dino Zoli” di arte contemporanea. Tra il 2010 e il 2014 ha collaborato con “Cervia la spiaggia ama il libro” (la più antica manifestazione di presentazioni librarie in Italia) e con “Forlì nel Cuore”, promotrice degli eventi che si svolgono nel centro della città romagnola. Dal 2004 è scrittore e editor per la casa editrice «Il Ponte Vecchio» di Cesena. Autore di numerose prefazioni, dal 2010 cura la rubrica settimanale “mentelocale” sul free press settimanale «Diogene», di cui, dal 2013, è anche direttore responsabile. Nel 2013 e nel 2014, ha seguito come ufficio stampa le campagne elettorali di Gabriele Zelli e Davide Drei, divenuti poi rispettivamente sindaci di Dovadola (FC) e Forlì. Nel 2019 ha supportato come ufficio stampa la campagna elettorale di Paola Casara, candidata della lista civica “Forlì cambia” al Consiglio comunale di Forlì, centrando anche in questo caso l’obiettivo. Dal 2014 al 2019 è stato addetto stampa di alcune squadre di volley femminile romagnole (Forlì e Ravenna) che hanno militato nei campionati di A1, A2 e B. Come copywriter freelance ha collaborato con alcune importanti aziende locali e nazionali. Dal 2013 al 2016 è stato consulente di PubliOne, agenzia di comunicazione integrata, e ha collaborato con altre agenzie di comunicazione del territorio. Dal 2016 al 2017 è stato consulente di MCA Events di Milano e dal 2017 al 2020 ha collaborato con la catena Librerie.Coop come consulente Ufficio Stampa ed Eventi. Dal 2016 al 2020 è stato fondatore e vicepresidente dell’associazione culturale Direzione21 che organizza la manifestazione “Dante. Tòta la Cumégia”, volta a valorizzare Forlì come città dantesca e che culmina ogni anno con la lettura pubblica integrale della Divina Commedia. Da settembre 2019 a dicembre 2020 è stato fondatore e presidente dell’associazione culturale “Amici dei Musei San Domenico e dei monumenti e musei civici di Forlì”. Da dicembre 2020 è direttore artistico della Fabbrica delle Candele, centro polifunzionale della creatività del Settore delle Politiche Giovanili del Comune di Forlì. PRINCIPALI PUBBLICAZIONI Nel 2003 ha pubblicato la prima raccolta di versi, Se incontrassi oggi l’amore. Per «Il Ponte Vecchio» ha dato alle stampe Il mio amore è un’isola (2004), Nessun motivo per essere felice (foto di N. Conti, 2007) e "Canzoni d'amore e di funambolismo (2021). Suoi versi sono apparsi su numerose antologie, tra cui quelle dedicate ai Poeti romagnoli di oggi e… («Il Ponte Vecchio», 2005, 2007, 2009, 2011, 2013), Sguardi dall’India (Almanacco, 2005) e Senza Fiato e Senza Fiato 2 (Fara, 2008 e 2010). I suoi libri di maggior successo sono i saggi storici pubblicati con «Il Ponte Vecchio»: Caterina Sforza. Leonessa di Romagna (2008), Signore di Romagna. Le altre leonesse (2010), I Bentivoglio. Signori di Bologna (2011), La Rocca di Ravaldino in Forlì (2012). Nel 2012 è iniziato il sodalizio con Gabriele Zelli con il quale ha pubblicato: Forlì. Guida alla città (foto di F. Casadei, Diogene Books, 2012), Personaggi di Forlì. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2013), Terra del Sole. Guida alla città fortezza medicea (foto di F. Casadei, Diogene Books, 2014), I giorni che sconvolsero Forlì («Il Ponte Vecchio», 2014), Personaggi di Forlì II. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2015), Fatti e Misfatti a Forlì e in Romagna («Il Ponte Vecchio», 2016), Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna volume 2 («Il Ponte Vecchio», 2017); L’Oratorio di San Sebastiano. Gioiello del Rinascimento forlivese (Tip. Valbonesi, 2017), Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna, vol. 3 («Il Ponte Vecchio», 2018). Nel 2014, insieme a Sergio Spada e Mario Proli, ha pubblicato per «Il Ponte Vecchio» il volume Storia di Forlì. Dalla Preistoria all’anno Duemila. Nel 2017, con Castellari C., Novara P., Orioli M., Turchini A., ha dato alle stampe La Romagna dei castelli e delle rocche («Il Ponte Vecchio»). Nel 2018 ha pubblicato, con Marco Vallicelli e Gabriele Zelli., Antiche pievi. A spasso per la Romagna, vol.1 (Ass. Cult. Antica Pieve), cui ha fatto seguito, con gli stessi coautori, Antiche pievi. A spasso per la Romagna, vol. 2-3-4 (Ass. Cult. Antica Pieve). Nel 2019, ha pubblicato con Flavia Bugani e Gabriele Zelli Forlì e il Risorgimento. Itinerari attraverso la città, foto di Giorgio Liverani,(Edit Sapim, 2019). Sempre nel 2019 ha pubblicato a doppia firma con Gabriele Zelli Fatti e Misfatti a Forlì e in Romagna volume 4 («Il Ponte Vecchio») e Forlì. Guida al cuore della città (foto di F. Casadei, Diogene Books). Con Gabriele Zelli ha inoltre dato alle stampe: La grande nevicata del 2012 (2013), Sulle tracce di Dante a Forlì (2020), in collaborazione con Foto Cine Club Forlì, Itinerario dantesco nella Valle dell’Acquacheta (2021), foto di Dervis Castellucci e Tiziana Catani, e I luoghi di Paolo e Francesca nel Forlivese (2021), foto di D. Castellucci e T. Batani. È inoltre autore delle monografie industriali: Caffo. 1915-2015. Un secolo di passione (Mondadori Electa, 2016) e Bronchi. La famiglia e un secolo di passione imprenditoriale (Ponte Vecchio, 2016). 

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