La conferma è ignorante

Negli stessi giorni sono esplosi due video virali che hanno pesantemente inquinato la comunicazione e il dibattito pubblico. Nel primo un giovane straniero viene colto senza biglietto sul treno. Presentato come l’emblema della mancanza di rispetto per le norme da parte degli immigrati, il video ottiene in poche ore decine di migliaia di condivisioni su Facebook. Il tema dei presunti privilegi per gli stranieri a danno degli italiani viene agitato nuovamente in un post di Giorgia Meloni che, con un accorto uso del montaggio, presenta la sua protesta davanti al Museo egizio di Torino per la concessione dell’ingresso gratuito a cittadini di origini arabe. Anche in questo caso condivisioni a cascata al grido di “prima gli italiani”. La “parte buona” della rete si mobilita e le due vicende vengono messe nella giusta luce: il primo ragazzo non faceva il furbo, aveva semplicemente sbagliato posto ed era in possesso di un regolare biglietto (comunicazione ufficiale di Trenitalia); la seconda ragazza (la Meloni) contestava una campagna promozionale, limitata nel tempo e nei modi, come mille altre. Qualcuno, sempre su Facebook, se la cava con una battuta: «Basta con gli ingressi scontati per gli studenti, è una discriminazione verso gli ignoranti». Risultato: i video originali continuano a girare e a raccogliere “like”. Chi cerca una conferma dei propri pregiudizi trova alimento e ignora le smentite.

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Emanuele Chesi

Emanuele Chesi è capo della redazione del Resto del Carlino di Cesena. Per Romagnapost scrive di media, in particolare del rapporto tra informazione e politica, e di tutto quello che gli viene in mente. 

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