Concessioni balneari ora è caos e il governo latita

Rischi altissimi dopo la sentenza del Consiglio di Stato

E adesso? La recente sentenza con cui il Consiglio di Stato ha confermato la scadenza delle concessioni balneari al 31 dicembre del 2023 ha messo fine a una narrazione tanto consolatoria quanto favolistica. Il massimo grado della magistratura amministrativa ha sancito che la risorsa spiaggia è scarsa, le gare vanno fatte, le deroghe sono nulle. Una sentenza che obbliga (finalmente) il governo a mettere mano ad un settore che da tempo attende di essere normato. Invece fino ad ora si è puntato sui rinvii, filosofia molto cara ai politici e, in modo particolare, al governo Meloni. 

Così facendo però si è indebolito il comparto. Sono almeno tre anni che gli imprenditori non investono. Comportamento logico. Non essendoci certezza sul futuro è inevitabile che nessuno spenda soldi che non sa se potrà recuperarli. E se le aziende non vengono riqualificate ne risente l’offerta turistica.  Per fortuna, nonostante tutto, l’impressione è che anche nella prossima estate chi andrà in spiaggia potrà trovare un’organizzazione aperta, dinamica e accogliente, fatta di servizi di grande qualità a prezzi equi, pulizia e sicurezza dell’arenile. Il tutto grazie alle imprese balneari e alle loro cooperative che pur in assenza di investimenti hanno mantenuto alta la professionalità.

Ma ora, con la sentenza, c’è un’accelerazione, ma anche un rischio.  Se il Governo non interverrà con un atto politico che fornisca linee guida nazionali potrebbe esserci una gara per ogni spiaggia, con regole diverse per ogni Comune.  Uno scenario da incubo ma che non può essere escluso, anche perché è facile immaginare che il governo fino al voto per le Europee non muoverà foglia. Dopodiché si entrerà in clima estivo ed è reale l’ipotesi che si possa slittare all’autunno. Con quali effetti? 

Un quadro fosco. E per chiedere chiarezza Legacoop Romagna ha chiesto un incontro urgente ai parlamentari eletti nel territorio, affinché si attivino  per dare un quadro normativo chiaro e in tempi rapidissimi. Perché “non è possibile scaricare sulle amministrazioni comunali l’onere di definire i bandi con le attuali norme e le attuali dotazioni. Il risultato sarebbero disparità inaccettabili da una località all’altra e carichi di lavoro insostenibili per gli enti locali. Il caos, in breve”.

Mentre l’obiettivo deve essere quello di tutelare lo sviluppo del turismo balneare che difenda il reddito di chi lavora sulla spiaggia e un modello fatto di imprese familiari che garantiscono qualità e servizi di altissimo livello. 

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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