Le storie vere di Fiorenzo Barzanti: “Franzchin ed i sani principi di vita contadina” (#2)

Storie vere di vita contadina sulle colline romagnole di Cesena.

Fine anni 50 – inizio anni 60. Storia N. 2

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Ho conosciuto Franzchin all’inizio degli anni 60 . Era un uomo alto e asciutto. Viveva alla Carpneida (Carpineta) , sulle ridenti colline cesenati , con la moglie e le due figlie. La casa da contadino era sobria e pulita , vivevano tutti in una stanza. Non c’era la televisione ed era naturale parlarsi e scambiarsi opinioni , ciascuna delle quali preceduta da ‘’ Sgond a me’’ ( secondo me). Come era bello svegliarsi nelle mattinate d’inverno con la neve che , entrata dalle fessure durante la notte , si era ammucchiata ai piedi del letto. Il 20 febbraio del 1960 fu un grande giorno. Veniva infatti inaugurata la ‘’latrina’’. Era distante 50 metri dall’abitazione. Non era una grande cosa ma era sicuramente un passo avanti verso il progresso. Fino a quel giorno infatti i bisogni della famiglia venivano espletati all’aperto in luoghi sempre diversi. Occorreva fare in fretta e non vi era la possibilità di meditare. La latrina creò la privacy , la possibilità di riflettere e quindi il detto ‘’Sgond a me’’. La carta igienica era variopinta e colorata ( Grand’Hotel , Bolero , L’Unità). Una volta all’anno tutta la famiglia era dedita allo sgombero della latrina . Il liquame veniva posato ai piedi dei carciofi che crescevano rigogliosi. Ah ! se i cantori cittadini avessero annusato gli odori vi che si sprigionavano in tale occasioni come avrebbero decantato ancora meglio i profumi della campagna. Quell’anno successe un fatto strano. La machina da bat ( la trebbiatrice del grano) aveva appena finito di fare il suo lavoro. Gli operai si riposavano. Franzchin controllava con soddisfazione i risultati di un anno di lavoro : i sacchi di grano e la paglia che sarebbe servita per fare il letto alle mucche durante l’inverno. Fu proprio durante il controllo del pagliaio che Franzchin sentì strani rumori. Si avvicinò e vide sua moglie mezza nuda ‘’cla ciaveva ‘’ ( faceva all’amore) cun e minester (il ragioniere che teneva la contabilità della trebbiatura). Con fredda lucidità Franzchin esamino tre possibilità. Divorziare , ma la legge non esisteva ancora. Dare un mucchio di botte a tutti e due. Fare finta di niente. Scelse l’opzione numero tre. Il primo sabato di ogni mese era indubbiamente un giorno importante. Tutta la famiglia faceva il bagno. Si posizionava la mastella di zinco con l’acqua calda nel luogo più caldo della stalla. Il bagno veniva fatto nella stessa acqua prima dai figli poi dalla moglie e quindi dal capofamiglia. Franzchin teneva sempre un bastone vicino alla mastella..Infatti , come spesso accadeva , se la mucca più vicina senza chiedere il permesso , non tratteneva le sue esigenze , il bagno andava a farsi benedire . Allora Franzchin non appena vedeva la mucca prendere posizione , la colpiva con il bastone. La povera bestia si ritraeva. I veterinari di allora , durante le visite , spesso sentenziavano “psiga ciusa’’ (ritenzione urinaria). Passarono gli anni ed arrivarono tempi veramente duri. La famiglia si fece la casa nuova con due bagni , acqua corrente ed energia elettrica. Comprò il frigorifero e la televisione. Da quel momento Franzchin non usò più l’espressione ‘’Sgond a me’’ e si accorse che non era più un uomo libero. Gli mancava l’odore intenso della latrina.

 

 

Fiorenzo Barzanti ( barzanti.fiorenzo@gmail.com) riproduzione riservata

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Fiorenzo Barzanti

Ingegnere, vive a Cesena. Ha lavorato per oltre 30 anni in aziende private di livello nazionale ricoprendo diversi ruoli fra i quali: Direttore di Produzione, Direttore Commerciale, Direttore Generale. La sua vera passione è il Settore Commerciale nel quale ha sviluppato una profonda conoscenza e professionalità e per il quale svolge consulenza aziendale. Ha scritto il libro; ‘’Vendere è come farsi la barba, se non lo fai tutti i giorni diventi un barbone’’. Figlio di contadini , coltiva la passione per il dialetto romagnolo e scrive storie vere di vita contadina sulle colline romagnole di Cesena fine anni 50 – inizio anni 60. (e-mail barzanti.fiorenzo@gmail.com) 

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