La Fonte, il sociale romagnolo che lavora con i privati

La scarsità di risorse del welfare pubblico, i contratti con gli enti, gli infiniti tempi di pagamento del Servizio sanitario nazionale? Quando si parla di cooperative sociali i temi che salgono al centro della ribalta purtroppo sono quasi sempre gli stessi. Non per La Fonte, però. La cooperativa sociale cesenate ha una storia peculiare: dal 1997, anno della fondazione, lavora prevalentemente al di fuori del mercato pubblico, gestendo strutture private che risiedono stabilmente nella fascia alta del mercato. Oltre alla “storica” Casa Albergo di Lieto Soggiorno di Macerone di Cesena, nel 2010 La Fonte ha preso in gestione anche Villa Verde di Milano Marittima, e oggi supera i 2,1 milioni di euro di fatturato.

DSCF0632
«Il Lieto Soggiorno ha raggiunto la certificazione di qualità nel 2006 e entro la primavera l’obiettivo sarà centrato anche a Villa Verde», dice la presidente Cristina Campana, che dopo il diploma da geometra è riuscita a costruire una bella carriera nel sociale. Nel consiglio di amministrazione della cooperativa la affiancano Catia Drago e Simona Lucchi.
«Puntiamo tutto sulla qualità del servizio, che ci ha consentito di rinnovare il rapporto di fiducia con i proprietari delle strutture», dice la presidente, che tra le altre cose fa parte del Cda di Legacoop Forlì-Cesena. La cooperativa gestisce tutto in proprio, così da avere il controllo preciso su ogni voce: cucina, approvvigionamenti, pulizie, infermieri, fisioterapisti, animatori e operatori sanitari. «È una gestione ridotta e “famigliare” – spiega la presidente – anche perché i lavoratori sono tutti soci, una scelta che chiediamo all’atto dell’assunzione a tempo indeterminato e che credo ci qualifichi imprenditorialmente».
Almeno 30 dei 75 soci – ma sarebbe meglio dire socie, visto che solo 3 sono uomini – fanno parte del nucleo che ha fondato l’impresa. «Gente del territorio che si trova bene con noi e magari, dopo aver vinto un concorso all’Asl, è tornata a lavorare qui. Perché il valore aggiunto di essere in cooperativa esiste, eccome se esiste, al di là delle tipologie contrattuali». Qualche esempio? «Quest’anno abbiamo versato ai soci 42mila euro di anticipo sui TFR, perché il momento è difficile economicamente e spesso occorre una mano per le spese. E poi, nonostante la crisi economica, abbiamo deciso di tenere ancora una persona in più come “sostituta” per consentire alle operatrici di prendere permessi e gestire le emergenze famigliari. Perché conciliare tempi di vita e tempi di lavoro è possibile, basta volerlo».
Emilio Gelosi

Questo post è stato letto 124 volte

Commenti Facebook
Avatar photo

Emilio Gelosi

Giornalista professionista. Nel 2013 da una mia idea è nata RomagnaPost, il multi blog che parla della Romagna. RomagnaPost non è una testata registrata, ma una infrastruttura tecnologica, uno spazio virtuale di aggregazione dei contenuti in cui scrivono i migliori autori della Romagna. Ogni autore è responsabile in prima persona di quanto scrive.