Pietro Grasso incontra gli studenti per parlare di mafia

Questa mattina nell'auditorium di Palazzo Sidera

FORLI’ Una gran bella mattina. Non tanto o non solo perché si è parlato di legalità e di lotta alla mafia. Ma perché si è capito cosa sono i valori e, soprattutto, cosa si deve fare e a cosa si deve rinunciare per essere fedele alle proprie convinzioni. Coerenza è un sostantivo del quale si abusa l’utilizzo. Fra l’altro sempre più spesso c’è anche un uso improprio. Per essere costanti nel pensiero e, soprattutto, nelle azioni significa fare delle rinunce anche pesanti. 

E’ la lezione che è arrivata dall’incontro che questa mattina c’è stato fra Pietro Grasso, magistrato antimafia, con gli studenti. del Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Forlì. Si è tenuto nello stupendo auditorium di Palazzo Sidera a Forlì. Iniziativa organizzata dalla Fondazione Conad. “Pagine di Legalità, Esempi di Cittadinanza” il tema trattato. 

Ascoltare Grasso è gradevolissimo. Lo è anche perché per una volta i toni sguaiati e i decibel esagerati hanno lasciato il posto ad un eloquio quasi soffuso. E’ la dimostrazione che quando i contenuti sono interessanti non serve alzare il tono della voce per conquistare l’interesse della platea. E Grasso, con la sua descrizione didascalica, ha fatto un “viaggio” nella criminalità organizzata parlando del maxiprocesso e del periodo dello stragismo arrivando alla gestione attuale nella quale la mafia & C mantengono le proprie regole, ma hanno cambiato volto togliendo la coppola e indossando il doppiopetto. Ora c’è meno violenza, ma più infiltrazioni per esercitare potere: cambiano i fattori, ma il prodotto è lo stesso.

Per combatterla servono persone che innanzitutto facciano una scelta di vita. Perché essere un magistrato o un investigatore antimafia è qualcosa che ti cambia la vita. Grasso ha raccontato le intimidazioni e le minacce quotidiane alla famiglia, l’alto costo pagato nella vita privata, i sacrifici e i dolori da cui è nata la motivazione a continuare la battaglia per cercare verità e giustizia. Insomma, da un giorno all’altro l’esistenza è stravolta. E non solo per la presenza della scorta, ma anche per il timore per la propria sicurezza e di quella dei familiari. E non è facile vivere nella paura, sentimento umano che però non deve condizionarti. E’ quindi inevitabile che ogni tanto ci si chieda: ma chi me lo fa fare? Ma la coerenza e, soprattutto, il senso dello Stato prevalgono sui cattivi pensieri e che tengono viva la cultura della legalità.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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