E dutour (il dottore)

Storie vere di vita contadina sulle colline romagnole di Cesena. Fine anni 50 – inizio anni 60.

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Dedico questo racconto a tutti i medici di famiglia di Cesena. Negli anni 50 e dutor dla mutua ( il medico della Mutua) delle famiglie contadine delle colline Cesenati ( San Tomaso , Saiano , Carpineta) era il Dottor Celletti. Era un grande medico , aveva l’ambulatorio in Viale Carducci a Cesena . Suo figlio ( ancora vivo) è stato per lungo tempo l’odontoiatra della mutua. Il Dottor Celletti era infaticabile , disponibile tutti i giorni ( sabato e domenica compresi). Al mattino faceva ambulatorio ed al pomeriggio girava per le campagne in visita agli ammalati. Quando qualcuno chiamava il medico , noi bambini ci raggruppavamo lungo la strada . Il Dottor Celletti si fermava ( ci conosceva tutti ) , scendeva dall’auto e ci dava i garibaldini ( erano piccole caramelle variopinte non incartate) e ci faceva una piccola visita di gruppo. Si ricordava di quello che aveva la tosse , di quello che aveva avuto la polmonite, ci dava un’occhiata alla gola , ci chiedeva del nonno e ripartiva. Era un uomo alto e brizzolato ed aveva sempre un buon profumo. Spesso quando passava si fermava a casa mia per bere un bicchiere di sangiovese con mio babbo. Mio babbo gli diceva :che venga sgnour dutor che un bicir ad ven bon uiè ancoura ( si fermi signor Dottore che un bicchiere di vino buono c’è ancora). Si raccomandava sempre di fare mangiare la carne ai bambini perché teneva lontane le malattie. Così nelle famiglie contadine quando si cucinava una mezza gallina , le zampe , le ali e la testa le mangiavano i genitori mentre il petto e la coscia era riservato ai bambini.

Prima di partire mia mamma gli dava 4 uova fresche appena colti ( freschissime perché appena depositate dalle galline) Sul fatto che i bambini potessero bere il sangiovese il Dottor Celletti non concordava ma alla fine preso per sfinimento diceva : se proprio volete un goccio alla sera. A quei tempi non si facevano visite specialistiche e il Dottor Celletti individuava tutte le malattie . Quando il caso era veramente grave si andava in ospedale ( l’ospedale vecchio che era vicino alla stazione di Cesena dove ora ci sono gli ambulatori della AUSL): In quei casi il Celletti andava in ospedale a fare visita ai suoi assistiti. Era usanza per i contadini portare qualche regalo al dottore : un cappone per Natale ( non si poteva fare il brodo per i cappelletti senza un pezzo di cappone) , una gallina per Pasqua, la frutta in estate. A quei tempi la mortalità infantile era molto elevata. Ogni volta che moriva un bambino , il Dottor Celletti non si dava pace : gli avevate dato tutte le medicine che vi avevo ordinato ? , perché non mi avete avvisato che era peggiorato. A scanso di equivoci spesso quando un ammalato non si faceva piu’ sentire per alcuni giorni si prendeva la briga di andarlo a controllare senza essere chiamato. Una volta e fiol ad Pisaia ( il figlio del contadino …) non si sentiva bene ma non voleva dirlo a nessuno ne’ al padre ne’ tantomeno al dottore. Un giorno il Dottor Celletti lo vide e capì subito che qualche cosa non andava. Andarono vicino al pagliaio e si fece dire la verità. Il Dottor Celletti prima lo sgridò : non devi andare con quelle donnacce che poi prendi le malattie e poi lo curò.

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Fiorenzo Barzanti

Ingegnere, vive a Cesena. Ha lavorato per oltre 30 anni in aziende private di livello nazionale ricoprendo diversi ruoli fra i quali: Direttore di Produzione, Direttore Commerciale, Direttore Generale. La sua vera passione è il Settore Commerciale nel quale ha sviluppato una profonda conoscenza e professionalità e per il quale svolge consulenza aziendale. Ha scritto il libro; ‘’Vendere è come farsi la barba, se non lo fai tutti i giorni diventi un barbone’’. Figlio di contadini , coltiva la passione per il dialetto romagnolo e scrive storie vere di vita contadina sulle colline romagnole di Cesena fine anni 50 – inizio anni 60. (e-mail barzanti.fiorenzo@gmail.com) 

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