Ravenna, Faenza, Lugo e la Bassa Romagna con #menogiornalimenoliberi

L’appello al Governo Renzi dei sindaci di Ravenna, Faenza, Lugo e del presidente dell’Unione Bassa Romagna. «Editoria: sì al pluralismo, no ai tagli retroattivi»

setteserequi · 23 gennaio 2015 · Numero 3 per ulteriori approfondimenti cerca sul web www.settesere.it

RAVENNA
Libertà e pluralità, i giornali locali
sono un patrimonio

Fabrizio Matteucci*
Gentile direttore, libertà d’informazione e pluralità d’informazione sono due concetti che si sovrappongono e spesso coincidono. Quando una «voce» si spegne siamo tutti un po’ meno liberi, ma siamo anche più poveri di conoscenza, perché abbiamo meno strumenti per confrontarci e farci un’opinione su quello che accade nella nostra comunità. In Parlamento è aperta la discussione sul Fondo dell’editoria. Fra le proposte c’è la previsione di tagli già a partire dal 2014 se questo avvenisse, creerebbe problemi enormi agli editori, in particolare a quelli più piccoli, ai giornali editi in cooperativa che nascono dall’impegno diretto da chi in questi giornali ci lavora. Per questi ultimi in particolare il fondo
2014 è riferito ai bilanci 2013 gli eventuali tagli sarebbero completamente retroattivi e determinerebbero sopravvenienze passive tali da pregiudicare la loro sopravvivenza. La realtà locale è ricca di queste piccole esperienze editoriali in cui lavorano tante donne e a tanti uomini per dare vita a quotidiani, settimanali, mensili che informano i propri lettori su «cosa si muove» sul territorio. Questi giornali sono uno strumento prezioso anche per noi amministratori, perché ci aiutano a mantenere uno stretto contatto con le diverse realtà del territorio e ci aiutano a conoscere meglio quello che pensano i cittadini. Queste piccole realtà editoriali sono un patrimonio importante di idee e di professionalità a cui non possiamo rinunciare. Mi unisco alle prese di posizione assunte qualche giorno fa da alcuni primi cittadini romagnoli: mi auguro che la discussione in corso in Parlamento trovi il modo di garantire quel pluralismo dell’informazione che è indispensabile alla libertà dell’informazione.
*Sindaco di Ravenna

settesere-23gennaio

LUGO
Enti pubblici
e stampa territoriale sulla stessa barca

Davide Ranalli*
Gentile direttore, purtroppo, in qualità di amministratore locale, assisto a tagli non dissimili da quelli introdotti dai governi precedenti che continuano a toccare gli enti pubblici. Le amministrazioni locali e la stampa locale sono
«sulla stessa barca»: per questo esprimo tutta la mia solidarietà al mondo dell’informazione. Tagli di questo tipo aumentano la confusione e alimentano la disinformazione di chi, in particolare, non ha accesso a strumenti di comunicazione come il web. E’ un colpo duro, e mi auguro che il Governo riveda l’impostazione delle sue scelte.
*Sindaco di Lugo

FAENZA
La stampa è
uno dei concimi della democrazia

Massimo Isola*
Gentile direttore, il giornalismo sta attraversando decenni di grande complessità. La diffusione della televisione prima, il dilagare del web e dei social network poi, hanno obbligato la carta stampata a ripensare se stessa. Per quasi un secolo la stampa è stata l’unico strumento in grado di «entrare in tutte le case» e contribuire alla costruzione di una opinione pubblica nazionale. Con inevitabili limiti, certo, ma è riuscita a costruire un dibattito pubblico serio e credibile. La stampa rimane uno dei principali strumenti attraverso i quali l’informazione può costruire. Con la diffusone dei social network si apre un problema nella costruzione di fonti serie e documentate, e senza questa non può maturare una opinione pubblica consapevole. I giornali per svolgere la loro funzione necessitano di contributi pubblici, così come il teatro,

l cinema, la musica. Contributi che devono essere razionalizzati, documentati, vagliati, con serietà e giudizio, superando metodi del passato. La loro totale esclusione rischierebbe di privarci di spazi di comunicazione insostituibili, nazionali e locali, e gli effetti in termini di sviluppo delle coscienze critiche sarebbe imponente. Quanto ci costerebbero questi effetti? La stampa ha dimostrato nei fatti di essere uno dei concimi più profondi per la democrazia. Dobbiamo impegnarci tutti, a tutti i livelli, per continuare a vivere in un mondo dove la dialettica giornalistica sia diffusa e libera.
*Vice sindaco, assessore alla Cultura del Comune di Faenza

BASSA ROMAGNA
No ai tagli lineari, integrazione tra new e old media

Luca Piovaccari*
Gentile direttore, la razionalizzazione è un ragionamento che deve andare nell’interesse della comunità. Ben venga la revisione dei criteri per l’assegnazione di contributi se orientata a escludere i «furbi» e a portare più informazione. Sono sempre stato contrario ai «tagli lineari», in ogni campo, soprattutto in un settore delicato come l’editoria. I media locali, piacciano o meno, sono strumenti di democrazia, confronto e dibattito, nonché di controllo e critica proprio verso le amministrazioni locali. Non sono mai favorevole alle decisioni drastiche, non ragionate assieme agli operatori. Senza dimenticare i lavoratori, spesso giovani, che in queste aziende hanno maturato importanti esperienze. Tagli poco ragionati potrebbero penalizzare questo settore e creare un deserto: si rischierebbe di delegare tutta l’informazione locale ai «new media», dal web ai social network, dove le principali questioni non sempre vengono affrontate con professionalità, ma in maniera più «liquida». Meglio una integrazione tra «new» e «old» media: il pluralismo garantisce più democrazia.
*Presidente Unione Bassa Romagna

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