Pronto soccorso affogato dai codici bianchi. Serve una svolta

Fondamentale il ruolo preventivo dei medici di base. Questa la richiesta contenuta in un documento della Uil

Pronto soccorso affogato da chi non ne ha bisogno. Lo scorso anno 6.556 pazienti classificati come codici bianchi, cresciuti di un quinto rispetto  al 20.15. Ora sono l’otto per cento del totale. Lo scrive oggi l’edizione di Cesena del Corriere Romagna che riprende quello che ormai è  un problema  strutturale della nostra sanità in generale. I pazienti  con patologie  leggere (codice bianco) non dovrebbero andare al Pronto soccorso, ma essere curati dai medici di base che, fra l’altro, devono intervenire  gratuitamente. Il problema, a mio avviso,  è  che non c’è la giusta mentalità. Quindi, forse, servirebbe anche fare informazione.

Sull’argomento interviene la Uil con una nota firmata da Marcello Borghetti, segretario, e Paolo Manzelli, segretario del comparto  Sanità.

 

La UIL e la UIL FPL di Cesena già dalla discussione del Piano Attuativo Locale 2010 2012 avevano manifestato forti preoccupazioni per i costanti aumenti di accessi al Pronto Soccorso del Bufalini di Cesena.

Avevamo giudicato un errore il superamento del Punto di Primo Intervento di Savignano, perché questa scelta avrebbe gravato e grava sugli accessi al Pronto Soccorso del Bufalini e abbiamo giudicato sbagliato il mancato chiarimento sulla funzione preventiva dei Medici di base, in mancanza del quale si genera un forte accesso al Pronto Soccorso.

I dati presentati dal Corriere Romagna, confermano le nostre preoccupazioni su di un riordino ospedaliero e di visione della Sanità Romagnola che in molti punti è miope e carente.

La carenza di risposta preventiva, necessaria a rassicurare i cittadini sulla necessità clinica, tranquillizzandoli circa l’effettiva urgenza del caso, determina una conseguente richiesta di intervento dell’ambulanza del 118, anche quando non necessario.

Le conseguenze di questo carico di lavoro, derivante da carenti scelte organizzative, si scarica non solo sui cittadini, sottoposti a lunghe attese, ma anche sul personale dipendente. Da questo punto di vista è del tutto evidente che la risposta garantita da Infermieri e Medici del Pronto Soccorso e del 118, garantisce, nonostante una situazione che, dati alla mano, è fortemente stressante, una risposta di eccellenza.

L’AUSL della Romagna deve avere il coraggio politico di chiudere un vero confronto sul fondamentale ruolo preventivo dei Medici di base, perché solo così si potrà dare risposta alla gran parte delle situazioni che oggi si indirizzano al Pronto Soccorso, per dedicarlo alla vera “emergenza”. Nello stesso tempo insistiamo a ritenere un grave errore, ignorare l’istituzione del servizio di Emodinamica H24, una scelta che grava pesantemente sui casi di emergenza estrema e che ad oggi riteniamo non trovi una risposta adeguata nell’Ambito Cesenate.

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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