La lucida banalità del male

Post di Lia Montalti, consigliere regionale

Difendere la nostra storia, la nostra memoria, la storia Europea. È questo il senso dell’ultimo post di Lia Montalti, consigliere regionale.


Guardo le immagini allucinanti della manifestazione fascista di Predappio e il pensiero va subito all’abolizione del tema di storia alla maturità.
Infondo è semplice fare 1+1.
Ci vogliono senza pensiero e senza memoria.
Ci vogliono fluttuanti in un eterno presente in cui nessuna scelta ha delle conseguenze, tanto che la realtà viene da loro continuamente rimaneggiata, negata, mistificata.
C’è sempre una “manina” pronta a cambiare le carte in tavola, raccontando balle ad arte.

Populismo, propaganda, razzismo, il “prima gli italiani” non sono certo stati inventati da Lega o Cinque stelle ma sono ciò che, diffuso a macchia d’olio in un intero continente, ha portato 70 anni fa alla tragedia della seconda guerra mondiale, ai campi di sterminio, ai milioni di morti, alla guerra civile.


Questa è anche la grande fragilità dell’ Europa unita.
Per troppo tempo la storia è stata spiegata ai nostri ragazzi come se ciò che è accaduto dopo la seconda guerra mondiale fosse quasi scontato.
Troppo poco tempo si è dedicato  spiegando ai ragazzi lo sforzo e la lungimiranza che ha portato gli stati europei ad integrarsi per crescere insieme, in un’Europa di pace.
L’Europa unita è la risposta delle democrazie europee al fascismo, al nazismo, ai populismi, alla immane tragedia della guerra e dello sterminio.

E si tocca con mano, continuamente,  come questa consapevolezza sia sempre meno diffusa, tra i giovani che danno per scontato diritti (che scontati non sono per nulla), come quello di potersi muovere liberamente nel territorio  europeo per studiare o lavorare o viaggiare, in libertà, senza passaporti o confini. E purtroppo si sente anche tra noi adulti, che forse adagiati in questi anni di pace, abbiamo dimenticato da dove veniamo, abbiamo dimenticato la nostra storia.


Mi sono impegnata molto in questi anni perché la storia dell’Europa e l’educazione alla cittadinanza europea fossero diffuse il più possibile, tanto che come Regione ne abbiamo fatto una legge che promuove la cittadinanza europea, di cui sono stata prima firmataria e relatrice.
Lo so che è una goccia nel mare, ma in questo momento così difficile credo che si debba ancora più tenacemente lottare affinché la nostra memoria, la nostra storia, che sono la memoria europea e la storia europea vengano diffuse, spiegate, fatte sentire come parte profonda della nostra identità di italiani e di europei.

Forse una delle più grandi lezioni che ci dà la storia stessa è che non c’è nulla di scritto e determinato, e che le azioni di ciascuno di noi hanno delle conseguenze sui destini individuali e collettivi.

Ecco viviamo un tempo in cui nessuno può sottrarsi alla propria responsabilità, nessuno può pensare di non essere parte della Storia‼️

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Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

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