4 Aprile 2025
cesena-fotodaflickr-PaoloC

Cesena (photo credits: https://www.flickr.com/photos/paolo_cst/)

È molto più di un convegno. È un vero proprio grido d’allarme. È anche più di una semplice richiesta di attenzione. È la presa d’atto di un problema che dovrebbe essere al centro della prossima campagna campagna elettorale.

 

Si tratta delle nuove povertà e di come trattarle a livello comunale. E, badate bene, non stiamo parlando del sesso degli angeli, ma di un problema sempre più diffuso.

In un passato anche abbastanza recente quando si parlava di welfare e assistenza sociale il discorso era concentrato su una particolare categoria di persone. Adesso non è più così. Dopo il 2008 (la grande crisi) è cambiato il mondo. Ci sono tantissimi nuovi poveri. Persone che fino a qualche anno fa facevano parte del ceto medio, ma che, in pochi anni, sono entrati a far parte della categoria dei nuovi poveri. Ci sono professionisti, piccoli e medi imprenditori, commercianti. Tutte persone ai quali la crisi ha portato via tutto e che, ora, hanno due difficoltà. Innanzitutto quella di ricollocarsi, poi c’è l’aspetto umano: calarsi nella nuova realtà.

 

Servirebbe perciò un supporto che vada oltre il semplice assistenzialismo. Devono essere aiutati a reagire per rientrare nel mondo produttivo. Un progetto è stato elaborato dall’associazione “Punto zero”. È un percorso lungo un anno che prevede l’affiancamento con dei mental coach (stimolatori) e un graduale inserimento lavorativo. Previsto anche un aiuto per il sostentamento. Però si vuole andare oltre la tradizionale mensa, struttura il cui accesso può provocare problemi psicologici che, in persone diventate deboli, potrebbero avere ripercussioni gravi.

Gli organizzatori dell’incontro

Però servono soldi e strutture. Il privato sociale qualcosa può fare, ma serve l’intervento anche del pubblico. Il problema è molto sentito e di estrema attualità, quindi ha tutti i crismi per entrare di forza nel dibattito elettorale.

 

Giovedì, intanto, sarà l’argomento di un convegno che si terrà a palazzo del Ridotto (inizio 20,30). Coordina Diego Angeloni, autore del volume “Te lo do io il barbone”. Intervengono Romano Fabbri, segretario comunale Pri; Mariacristina Mischiari, presidente associazione “Punto zero”. Conclusioni di Renato Lelli, segretario regionale Pri.

 

Questo post è stato letto 232 volte

About The Author

1 thought on “Le nuove povertà

  1. Tra pochi giorni si vota per il rinnovo del Consiglio Comunale di Cesena, ma ancora il confronto tra i candidati sui temi sociali appare molto superficiale.
    Siamo rimasti molto sorpresi dall’elevato numero di domande per reddito di cittadinanza presentate a Forlì-Cesena ma ancor di più dal fatto che quasi il 50% delle richieste sia stato rigettato per carenza di requisiti (record nazionale, fonte INPS): in un territorio caratterizzato da opportunità di lavoro e sviluppo molte persone si percepiscono “povere”. Secondo l’assessore ai servizi sociali del comune di Cesena in 10 anni le famiglie povere sono raddoppiate da 800 a 1.600 e sono aumentate del 60% le persone seguite dai servizi sociali. Appaiono evidenti a tutti i trend demografici con un incremento di anziani e l’assenza di politiche significative a sostegno della natalità e della famiglia.
    Crediamo che il fenomeno dei working poor (in Italia secondo Eurostat il 12% dei lavoratori sono poveri nonostante lo stipendio) sia assolutamente poco considerato in un dibattito manicheo sui temi sociali che spesso si appiattisce sugli stereotipi buonista e populista.
    Il numero dei working poor è particolarmente crescente nelle giovani generazioni, tra chi non dispone di sostegno famigliare e abitazione a prezzi accessibili. L’incredibile incidenza delle tasse sui servizi di acqua, gas, luce e rifiuti è diventata un fattore di criticità per moltissime famiglie e su questo tema abbiamo anche proposto iniziative di sensibilizzazione.
    Ci sembra che la spesa sociale del Comune di Cesena sia stata troppo appiattita a tamponare le esigenze crescenti e i fenomeni più visibili e acuti di povertà (es. persone senza fissa dimora, migranti,..), l’avanzo di bilancio potrebbe essere utilizzato per rispondere maggiormente alle diverse tipologie di bisogno sociale. Crediamo che sia necessario un maggiore investimento nelle reti sociali del nostro territorio in un’ottica di reale sussidiarietà e in particolare delle diverse realtà di prossimità e di condivisione del bisogno meno appariscente attraverso l’accompagnamento e la promozione di una rete di relazioni per cercare di far uscire singoli e famiglie isolate dalla spirale che porta alla povertà cronica.
    L’esperienza della nostra associazione negli ultimi 10 anni è stata quella di sollecitare e favorire la libera condivisione dei bisogni di circa 400 tra persone e famiglie di origine italiana e straniera, da parte dei nostri 100 volontari attraverso un accompagnamento personale e l’aiuto alimentare. Operiamo in quasi tutto il territorio dell’unione dei Comuni Cesena-Valle Savio e collaboriamo con associazioni di Forlì per l’iniziativa Donacibo di educazione alla solidarietà delle giovani generazioni a livello provinciale e nazionale.
    Nonostante La Giunta comunale uscente non abbia rinnovato la nostra piccola convenzione, abbiamo continuato a proporre un amicizia sociale per un dialogo e un incontro in cui ciascun cittadino possa offrire il contributo della propria esperienza alla vita pubblica. Siamo disponibili con qualunque candidato a un confronto.

    Il direttivo Associazione di volontariato Banco di solidarietà di Cesena (BDS)
    banco_solidarietafc@libero.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *