Multe e sanzioni per le imprese che non utilizzano il Pos

Intervento di Cesare Soldati (Confesercenti)

CESENA. Dibattito sull’utilizzo del Pos e tutto quello che ne consegue. Il presidente Confesercenti Cesenate, Cesare Soldati, prima delle multe sollecita un miglioramento del servizio di rete ed un veloce abbattimento di costi a carico delle imprese del commercio e dei servizi. L’intervento.

Il Governo si mostra sempre più deciso ad attuare nuove misure finalizzate a spingere i pagamenti digitali. Oggi si ritorna a parlare di “sanzioni amministrative effettive contro gli esercenti che rifiutino i pagamenti con il Pos”, il tutto inquadrato nelle riforme legate al Recovery Plan. Dal 2014, per il decreto legge n. 179/2012, tutti coloro che vendono beni, servizi e prestazioni, quindi commercianti, ristoratori, artigiani e liberi professionisti, sono obbligati ad avere il Pos ma l’assenza di sanzioni per chi non si adegua ha indotto alcuni ad ignorare la norma.

Prima di poter attuare nuove modifiche occorre riaprire al più presto la discussione sui costi e le commissioni che ogni impresa paga ad ogni acquisto effettuato con carta di credito o bancomat. I pagamenti con moneta elettronica sono da tutti considerati come la soluzione per migliorare le transazioni e per ridurre la moneta circolante, ma noi crediamo sia corretto ribadire che la diffusione di questo sistema di pagamento andrebbe anzitutto accompagnata da un miglioramento del servizio di rete e dall’abbattimento dei costi e delle commissioni a carico di consumatori ed esercenti. Ciò è ancora più importante, in particolare, per la fascia dei micro-pagamenti.

Cesare Soldati, presidente Confesercenti

Nei mesi scorsi abbiamo valutato attentamente i costi reali che ogni impresa affronta abbiamo accolto infatti con interesse l’intervento del Governo che a seguito dell’abolizione del Cash back con sei mesi di anticipo sulle previsioni, con il nuovo decreto “Lavoro ed Imprese” del 30 giugno 2021, ha introdotto il Bonus bancomat.

In sostanza, a partire dal 1° luglio 2021, come da noi auspicato e richiesto, viene innalzato dal 30% al 100% il credito di imposta sulle commissioni derivanti dall’utilizzo dei POS. Quindi le commissioni sul POS vengono azzerate, anche se si tratta di un credito di imposta e non di uno sconto. Rimane perciò sempre irrisolto il problema legato alle transazioni con basso importo sulle quali il legislatore dovrà impegnarsi ad intervenire per agevolare il lavoro degli esercenti.

Per sostenere al meglio le Piccole e medie imprese del commercio e dei servizi è indispensabile che oltre agli interventi legati all’azzeramento di costi e commissioni, venga acceso un riflettore su tutte quelle imprese che si trovano impossibilitate a munirsi di un Pos per questioni tecnologiche di scarsa o addirittura mancante connessione con la rete e che in caso di una introduzione di sanzioni si vedrebbero multate per responsabilità non proprie.

Questo sarebbe un segnale di attenzione e di sostegno a tutte quelle attività che stentano a ripartire dopo la pandemia anche a causa del digital divide che ancora è presente in alcune zone del nostro paese.

Questo post è stato letto 54 volte

Avatar photo

Davide Buratti

Davide Buratti, giornalista professionista, fondatore della Cooperativa Editoriale Giornali Associati che pubblica il Corriere Romagna, di cui dal 1994 e per 20 anni è stato responsabile della redazione di Cesena. Oggi in pensione scrive di politica, economia e attualità a 360 gradi nel suo blog per Romagna Post. Per contatti utilizzate il box commenti sotto gli articoli. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *