4 Aprile 2025
CESENA DALL'ALTO

CESENA. Un nuovo ordine mondiale. Crescono gli analisti che ritengono che questo possa essere uno degli obiettivi di Putin. Una visione credibile, ma che presenta delle controindicazioni. I problemi ci potrebbero essere soprattutto per la Cina che dovrebbe essere il partner della Russia. Il Dragone è molto vicino a Putin, ma non può irretire più di tanto l’Europa e gli States che sono i principali mercati nei quali esportare i propri prodotti.

Inoltre la Cina non ha certo bisogno della Russia per allungare i suoi tentacoli al di fuori dei propri confini. Già adesso ha messo radici in una parte consistente dell’Europa: il porto del Pireo parla soprattutto cinese, il Montenegro fatica a rimborsare i prestiti perciò…, l’Ungheria si farà finanziare (1,3 miliardi) un campus universitario strategico. E poi c’è la Serbia. E’ di ieri la notizia che Pechino ha inviato aerei e missili a Belgrado. 

Al di là di tutto questa è l’ennesima dimostrazione dell’aumentata presenza e influenza della Cina in Europa. Quindi, un nuovo ordine mondiale è già nelle cose. Ed è difficile pensare che ci potranno essere delle retromarce. Anzi, è realistico pensare al contrario. Per evitare che questa espansione continui è necessaria una risposta adeguata che può arrivare solo da un’Europa unita e forte. E’ difficile immaginare che un singolo paese possa opporsi alla lenta, ma inesorabile avanzata del governo di Pechino. 

Ma un’Europa forte è necessaria non solo per quello, ma anche per trattare alla pari con gli Stati Uniti e la Russia. Del resto l’Ue è il più grande blocco commerciale del mondo e interviene in circa il 15 per cento degli scambi mondiali di merci. Inoltre la crisi del Covid e la strategia di influenza delle grandi potenze dimostrano che senza l’Europa non saremmo in grado di  pesare sulle scelte strategiche del pianeta e rischieremmo di essere assoggettati. Prendiamo, ad esempio, il digitale. Solo un continente unito può tenere testa a gigantesche piattaforme che sono diventate più potenti di certi stati.

Il che non significa che tutto va bene. Anzi, ci sono tante cose da fare. Bisogna promuovere il progresso scientifico e tecnologico, lottare contro l’esclusione sociale e la discriminazione, promuovere la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini e la tutela dei diritti del minore, rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale e la solidarietà tra i paesi aderenti e combattere la burocrazia.

Questo post è stato letto 255 volte

About The Author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *