4 Aprile 2025
Foto: Fabio Blaco

Foto: Fabio Blaco

In occasione della presentazione del Report annuale al Teatro Socjale di Piangipane, gli alunni degli istituti agrari Perdisa di Ravenna e Persolino di Faenza hanno raccontato la loro esperienza didattica nelle Cab, coordinata da Promosagri e Ravenna Teatro

Un incontro fra il presente e il futuro delle Cooperative agricole braccianti, questo è stato il cuore dell’appuntamento con il Report sull’andamento dell’annata, ospitato il 4 febbraio al Teatro Socjale di Piangipane, perché protagonisti sono stati gli studenti degli istituti agrari di Ravenna e Faenza, il Morigia-Perdisa e il Persolino-Strocchi. Alunne e alunni delle due scuole a settembre 2024 sono stati coinvolti in un percorso formativo di conoscenza delle Cab: l’iniziativa è stata coordinata da Promosagri e  Ravenna Teatro e rientra tra gli appuntamenti di Legacoop Romagna per l’80° anniversario dell’associazione. 

E cominciando proprio dagli studenti, il loro contributo alla giornata è iniziato con una presentazione dell’esperienza con le Cab: non solo un resoconto didattico, ma un vero viaggio nel futuro di chi, un giorno, potrebbe lavorare all’interno di una di esse.

La quinta A del Persolino di Faenza ha posto l’attenzione sull’occasione di avere «conosciuto da vicino l’importanza delle cooperative agricole braccianti come associazione di lavoratori che si uniscono per migliorare le proprie condizioni nel settore agricolo, e che fungono da strumento di difesa dei diritti dei lavoratori i quali uniscono le loro forze per affrontare in modo collettivo le difficoltà lavorative e sociali», mentre i loro colleghi della 4 A hanno colto come l’obbiettivo delle cooperative sia «promuovere un’agricoltura più sostenibile, creando posti di lavoro e promuovendo pratiche innovative. È grazie a realtà come queste che il settore agricolo può affrontare le sfide del mercato senza sacrificare i valori di solidarietà e giustizia sociale».

Gli alunni della quarta C del Perdisa di Ravenna hanno sollevato il tema del «contrasto al lavoro irregolare, che è una piaga largamente diffusa nel settore agroalimentare. Inoltre, durante la visita all’allevamento bovino e al biodigestore sono emerse la cura e l’importanza che le Cab ripongono nella ricerca della massima qualità dei prodotti». La quarta B dell’istituto ravennate ha invece centrato l’intervento sull’opportunità che le Cab costituiscono per i giovani perché «sono un mondo molto aperto a chiunque ne voglia fare parte e, cosa più importante, operano in continuità per passare il testimone alle generazioni future. È un lavoro anche ai più giovani come potremmo essere noi che ci stiamo diplomando».

A seguire, a conclusione della mattinata, gli studenti hanno rivolto domande al presidente di Legacoop Romagna Paolo Lucchi e al direttore generale del Settore agricoltura, caccia e pesca della Regione, Valtiero Mazzotti. I quesiti per Paolo Lucchi hanno esplorato la collaborazione fra cooperative, i punti critici della loro gestione, se essere cooperatori vuol dire fare parte di un sistema diverso e quali benefici si possono vedere nel lungi periodo nello scegliere il modello cooperativo. Il presidente di Legacoop Romagna ha concentrato le risposte sul concetto di collaborazione, uno dei sette principi cooperativi, «per esempio quando le Cab hanno bisogno non sono in concorrenza tra loro ma trovano forza nell’unità, cioè operano su mercati diversi ma operano come gruppo», e sul fatto che «il punto critico è anche il punto di forza, cioè essere socio di una cooperativa permette di essere alla pari con gli altri, nessuno si sente di secondo piano rispetto agli altri soci». Infine Lucchi ha ribadito che il modello cooperativo «è una forma di impresa molto antica ma in realtà anche assolutamente moderna».

A Valtiero Mazzotti è spettato di rispondere sulle difficoltà del settore agricolo e sulle priorità della Regione per risolverle, su come viene gestita la preparazione degli studenti per una futura carriera in ambito agricolo, su quali siano i piani dell’Emilia-Romagna per lo spopolamento delle aree rurali e incentivare l’avvicinamento dei Giovani nel settore agricolo, sullo stato di salute del biologico. Il direttore generale del Settore agricoltura ha disegnato una panoramica sull’agricoltura regionale, che sta evolvendo e va verso forme di produzione di reddito sempre più complesse ma che comunque guardano ad altri segmenti e settori, confermando come la Regione si stia impegnando per sfruttare l’opportunità data dall’Unione Europea di finanziare azioni che permettano di ridurre lo spopolamento delle aree più marginali, premiando i giovani che vi avviano un’attività agricola. Mazzotti ha sintetizzato la strategia regionale nel mantenimento di un’agricoltura competitiva, socialmente equa, quindi coerente con i valori della cooperazione, il che significa un lavoro onesto e un giusto salario, in un contesto di sostenibilità. Infine sul biologico Mazzotti ha sottolineato il fatto che, oltre agli incentivi della Regione per colmare il gap produttivo, al biologico serve un maggiore premio da parte del mercato.

La giornata era stata aperta dai saluti della presidente della Provincia di Ravenna, Valentina Palli, che dopo avere ricordato che le Cab «costituiscono per il territorio una realtà quantitativamente ma prima ancora qualitativamente di primissimo ordine e un modello che ancora oggi rappresenta un modello organizzativo di avanguardia», ha rassicurato che in merito ai ristori per i danni delle alluvioni «è stato iniziato un percorso più intenso con la nuova struttura commissariale guidata da Fabrizio Curcio». Il presidente di Promosagri Stefano Patrizi ha rimarcato come «dobbiamo ancora lottare per vedere riconosciuti i nostri diritti in mezzo alla burocrazia, ai ritardi, alle risorse che mancano. La crisi del reddito agricolo continua ad avanzare, come anche la volatilità dei prezzi per le produzioni in mercati globali sregolati e iniqui. Per continuare a fare gli agricoltori tra pandemie, guerre, crisi climatiche occorre investire in ricerca ma da soli non possiamo farcela. È urgente la messa in sicurezza idrogeologica del territorio e la conversione ecologica va fatta assicurando però giusto reddito e lavoro di qualità. Inoltre va eliminata la concorrenza sleale nelle filiere agroalimentari».

Sul palco sono poi saliti i sette presidenti delle Cab che hanno raccontato la storia delle cooperative facendo un passo nel futuro e spiegando perché sono un modello ancora vivo e una risorsa importante per i territori, sia dal punto di vista economico sia da quello del legame con le comunità.

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