A Palazzo Morattini un incontro con gli storici Mario Proli e Federico Morgagni
Domenica 15 febbraio 2026, alle ore 16.00, presso Palazzo Morattini, via Armelino 33, Pievequinta (Forlì), nell’ambito delle iniziative collaterali alla mostra fotografica “La Cervese racconta. Il tempo che passa”, si terrà un incontro di approfondimento storico dedicato ai circoli e alle case del popolo. Si parlerà in particolare delle realtà che hanno caratterizzato la vita sociale e politica delle località poste lungo la strada che conduce al mare. Saranno gli storici Mario Proli e Federico Morgagni ad illustrare il contesto socio-economico di Forlì dal Dopoguerra ad oggi, periodo che ha visto la rinascita dopo il periodo del regime fascista o la nascita di queste entità dalla Taverna Verde di Ospedaletto al Circolo repubblicano di Casemurate.
Coordineranno l’incontro Antonella Greggi, presidente dell’Associazione Mazziniana Italiana Sezione “Giordano Bruno” di Forlì, e Gabriele Zelli, cultore di storia locale.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale e Ricreativa “Amici della Pieve” in collaborazione con i Comitati di Quartieri della zona, l’Associazione Mazziniana Italiana, il Circolo dei Cooperatori romagnoli, il Comitato Pro Forlì Storico-Artistica, con il patrocinio del Comune di Forlì.
Ingresso libero.
Le case del popolo rappresentano un aspetto imprescindibile del tessuto sociale e politico romagnolo. Per tutto il Novecento hanno svolto a vario titolo una funzione aggregativa rispetto alle singole comunità in cui erano imperniate, e ciò ha significato una centralità e un dinamismo che meritano l’attenzione degli studiosi di storia. Si trattava di spazi all’interno di edifici – talvolta costruiti appositamente, talvolta preesistenti e recuperati per tale scopo – dove le persone, debitamente organizzate, si incontravano per scopi di natura politica, sociale, culturale e ricreativa. L’idea di base era quella di dotare la comunità di un luogo proprio. Tanto che in molti casi, dal punto vista giuridico, la casa del popolo era una cooperativa i cui soci erano gli avventori. In altri casi, la casa del popolo era di proprietà di un partito o di una organizzazione ad esso legata, e gli avventori erano gli iscritti, i militanti, i simpatizzanti. Ancora oggi, nelle non poche esperienze sopravvissute ai radicali cambiamenti socio-economici si ritrovano questi aspetti.
La presenza di case del popolo o di circoli, compreso quelli cattolici che trovano spazio nelle parrocchie, era un elemento costante lungo il tratto forlivese della via Cervese che attraversa le frazioni di Ospedaletto, Bagnolo, Carpinello, Pievequinta, Caserma e Casemurate. Ne sono testimonianza gli edifici che li ospitavano e che in molti casi conservano ancora i simboli del partito a cui facevano riferimento. Alcuni, pur fra tante difficoltà, sono tuttora aperti e mantengono un ruolo di aggregazione nel contesto del territorio di riferimento.
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