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“L’ombra della Sindone” di Edoardo Crisafulli è di grande attualità

Immagine fotografica dell’artista kazaka Sarra Yessenbay

“L’ombra della Sindone” è l’ultima imponente realizzazione letteraria dello scrittore e diplomatico Edoardo Crisafulli. Si tratta di un thriller che indaga su vari fronti, sia polizieschi, sia giornalistici e sia artistici, filosofici e teologici.

È ambientato all’interno del Vaticano e tutto, nella narrazione e nella successione degli accadimenti, conduce alla reliquia della Sacra Sindone.Attorno a questa reliquia di fondamentale importanza per la Chiesa e per la popolazione cattolica l’autore Crisafulli conduce il lettore a riflettere sulle varie possibilità che la Sacra Sindone possa manifestare, fra le diverse interpretazioni di realtà, falsità e o mistificazione.

Il libro di Crisafulli, edito da Vallecchi Firenze Editore nel 2025 risulta essere di grande attualità anche per gli argomenti trattati, seppure contestualizzati all’interno di una narrazione noir. Hanno fatto notizia e scalpore gli studi eseguiti da Cicero Moraes, esperto in grafica digitale e designer 3D, che ha utilizzato dei software per simulare in quale modo un tessuto possa essere appoggiato su due superfici diverse, un corpo umano reale e una scultura bassorilievo.I suoi studi hanno generato dubbi sull’originalità della reliquia.

Circa l’originalità della Sindone di Torino, ritrovata nel 1353, questa venne messa in dubbio già nel 1989, in quanto una datazione in radiocarbonio l’aveva collocata fra il 1260 e il 1390 e cioè in piena epoca medievale e quindi già lontana dal periodo di vita terrena di Gesù.

A questo successe poi uno studio botanico nel 1999 che aveva contraddetto la datazione di dieci anni prima, sostenendo che la stoffa provenisse da Gerusalemme e risalisse a prima del VIII d.C.Moraes, utilizzando software digitali, ha virtualmente appoggiato un telo su un modello umano in 3D e uno in bassorilievo. L’immagine prodotta sul telo appoggiato al modello umano è risultata deformata e allargata e diversa da quella della Sindone originale

Questo viene definito come “effetto maschera di Agamennone”, dalla maschera funeraria in lamina d’oro ritrovata nel 1876 a Micene, in Grecia.I contorni che verranno impressi non saranno una “fotocopia” dei lineamenti, ma una loro riproduzione mutata nella forma a causa della tridimensionalità del volto.

Infine lo stesso Moraes non esclude alcuna possibilità, sia di falsità e sia di veridicità. Inoltre un’altra e diversa interpretazione proviene dal risultato, dopo due anni di lavoro del gruppo multidisciplinare dell’Università e dell’Ospedale della Città di Padova guidato dal professor Giulio Fanti.

Da questi studi emerge che si privilegia seguire una linea di veridicità della Sacra Sindone, piuttosto che una negazione di autenticità. Giulio Fanti è professore associato di Misure Meccaniche e Termiche presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova dal 1996.In un tale contesto di ipotesi a volte contraddittorie “La Sindone rimane una sfida per la scienza”, come spiega Paolo Di Lazzaro, vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia.Paolo Di Lazzaro, laureato in Fisica nel 1983 presso l’Università Sapienza in Roma, è attualmente Dirigente di Ricerca presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati, dove lavora allo sviluppo di sistemi laser e ai meccanismi di interazione della luce con la materia.

Contemporaneamente anche nel suo libro “L’ombra della Sindone” l’autore Edoardo Crisafulli dedica approfondimenti competenti e pertinenti circa la veridicità o la falsità della Sacra reliquia custodita a Torino. Crisafulli scrive che il lino della Sindone risale alla Palestina del I secolo, laddove un tale rito funerario se lo potevano permettere solo i nobili e i sacerdoti di alto rango.

Inoltre in tale lino si possono riscontrare corrispondenze con molti dettagli della Passione di Cristo, come la flagellazione, la corona di spine, la deposizione del cadavere, la ferita sul costato, (pag.65/66/67).Il cadavere fu sepolto velocemente essendovi prossimità del rituale per la cena ebraica, continua l’autore nella sua narrazione. La frettolosità con la quale si avvolse il corpo portò a deformare l’impronta sul lenzuolo.

Il cadavere rimase circa trentasei ore, durante le quali nessuno contaminò il cadavere. L’immagine rimasta impressa, secondo quanto riportato nel suo libro, fu determinata dallo scoppio di una forte luce accecante, forse radioattiva che generò l’effetto del negativo fotografico.Nella Palestina storica, prosegue l’autore Crisafulli, il cadavere di personaggi importanti veniva cosparso di ungenti e poi fasciato in un telo funerario, dalla testa ai piedi.

Le cerimonie di condoglianze si protraevano poi per alcuni giorni ed il cadavere di personaggi autorevoli veniva fatto giacere profumato su una lastra di pietra. Terminate le preghiere il defunto veniva srotolato dalla tela di lino e sepolto senza indumenti. Infine il telo rimaneva in dotazione alla famiglia.In riferimento a Gesù, viene riportato il fatto che un discepolo segreto, un fariseo di nome Giuseppe regalò alla Vergine Maria un sudario raffinato.Giovanni e Simon Pietro, nelle Sacre Scritture, parlano di teli, riposti là e del sudario.

I teli si presume che fossero un fazzoletto per pulire il volto ed è questa la reliquia che si ritiene sia stata posata sul capo del Messia per tre giorni. Secondo alcuni, questa si trova attualmente in Spagna ed si tratta del Sudario di Oviedo, un piccolo telo di lino (circa 0,84 per 0,53) conservato nella Camera Santa della Cattedrale di San Salvador a Oviedo dal 718.

In questo piccolo telo si possono vedere solo delle macchie di sangue e non linee o tratti del volto.

La narrazione dell’autore Edoardo Crisafulli è impreziosita, nel libro “L’ombra della Sindone”, dagli scatti della talentuosa artista kazaka Sarra Yessenbay con immagini che fanno riferimento alla Passione di Gesù.

La Sindone continua a suscitare grande interesse sia da parte dei fedeli e sia da parte dei laici e sia anche da parte degli agnostici.

Ora ci sono due tappe importanti sulle quali si incentrano Convegni e Studi e Preghiere.

Una si svolgerà presso la basilica di Sant’Andrea della Valle, in corso Vittorio Emanuele II a Roma, che ospiterà quest’anno, dal 3 marzo fino alla metà di maggio, “Chi è l’Uomo della Sindone?”, la mostra itinerante sul Sacro Telo ideata dal Centro di Ricerca Othonia e organizzata dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in collaborazione con l’Istituto Scienza e Fede.

L’altra si svolgerà qui in Romagna e per l’esattezza a Longiano, in provincia di Forlì e Cesena, presso il Santuario del Santissimo Crocifisso. Dal 17 al 24 febbraio si terrà l’esposizione di una copia studio della Sacra Sindone, a grandezza naturale. Inoltre per sabato 21 febbraio 2026 è previsto l’incontro con l’esperto Valerio Trebbi . “Abbiamo colto questa opportunità anche sul nostro territorio, al fine di potere discutere e approfondire il dialogo fra scienza e fede” come riferisce il Rettore del Santuario padre Nicola Zuin.

Rosetta Savelli

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