27 Febbraio 2026
ŠIROM, jun 2025

Nada Žgank

RAVENNA. Venerdì 27 febbraio (ore 21.30) il Bronson Club di Madonna dell’Albero accoglie i Širom, trio sloveno attivo da diversi anni su una traiettoria musicale che loro stessi definiscono imaginary folk.

Composto da Iztok Koren, Samo Kutin e Ana Kravanja, il gruppo nasce dall’incontro di musicisti provenienti dalle regioni slovene di Prekmurje, Tolminsko e Kras. L’intreccio di approcci, strumenti e storie sonore differenti rappresenta il principio guida del progetto: una pratica fondata sull’esplorazione e sull’artigianalità, che unisce strumenti tradizionali, autocostruiti e oggetti sonori eterogenei.
Nel loro repertorio figurano più di una dozzina di strumenti e altrettante possibili matrici d’ispirazione. La loro musica si muove tra echi di folk arcaico, sperimentazione acustica, trame minimali e aperture più vicine a una forma di rock contemporaneo suonato con strumenti acustici. Il risultato è un linguaggio che oscilla tra dimensione contemplativa e passaggi più intensi, con un’impostazione più vicina all’idea di band che a quella cameristica.


Le esibizioni dal vivo costituiscono un elemento centrale del progetto: costruite su intrecci strumentali e variazioni dinamiche, hanno contribuito nel tempo ad ampliare progressivamente il pubblico del trio. Il 3 ottobre 2025 è uscito per Tak:til / Glitterbeat Records il loro quinto album, In the Wind of Night, Hard-Fallen Incantations Whisper, nuovo capitolo discografico che prosegue la ricerca sonora degli Širom all’interno del loro personale immaginario folk.

In apertura Lillo Morreale, polistrumentista agrigentino di adozione bolognese, che presenta dal vivo All Of My Life I’ve Been Dreaming About The Sea, album di debutto solista fresco di uscita per Locomotiv Records. Il progetto nasce dalla convergenza tra elettronica ambient e cinematica contemporanea – da figure come Jóhann Jóhannsson, Harold Budd, Sigur Rós e A Winged Victory For The Sullen – e un lavoro sulle timbriche e sulle strutture della tradizione musicale mediterranea, nel solco di artisti quali Alfio Antico e il Fabrizio De André di Creuza de Mä. Nel disco, anticipato dai singoli “Ni Persimu” e “Nivuru Munnu”, accanto ai sintetizzatori trovano spazio strumenti come saz, baglama e lotar, provenienti dall’area mediterranea europea e africana. Emergono riferimenti cinematografici e letterari, da The Lighthouse di Robert Eggers ai documentari siciliani di Vittorio De Seta, fino al cinema di Andrej Tarkovskij (SolarisStalker) e alla narrativa legata all’immaginario dell’isola e del mare, da Ernest Hemingway a Elio Vittorini e Goliarda Sapienza.

Info: bronsonproduzioni.com

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