







Edoardo Crisafulli“L’ombra della Sindone”
di Rosetta Savelli
Con Edoardo Crisafulli si parla di arte, sociologia e pubbliche relazioni finalizzate a una convivenza tra popoli e culture diverse.
Edoardo Crisafulli (classe 1964) è uno scrittore italiano con una lunga carriera di addetto culturale del Ministero degli Affari Esteri. Dopo aver lavorato a Haifa, Damasco e Kiev, attualmente è direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Almaty in Kazakistan. Crisafulli è anche autore di libri e saggi.
La sua ultima fatica è “L’ombra della Sindone” pubblicato con Vallecchi, Firenze, 2025.
/_Ci parla dell’Istituto Italiano di Cultura di Almaty e di come la cultura e la lingua italiana possano interessare un luogo così distante dalla patria di Dante e Manzoni?
Per parlare dell’importanza della Cultura Italiana, anche in una Terra lontana dalla patria di Dante e Manzoni come è il Kazakistan, la più bella risposta è citare la traduzione in lingua Kazaka del “Cantico delle Creature” che è l’opera letteraria più antica della nostra letteratura italiana.
E dunque porre questa pietra miliare lungo il percorso di interscambio culturale fra due popoli e due nazioni mi pare che sia di grande importanza e di grande valore.
La bellezza in tutte le sue espressioni e declinazioni rimane un valore universale e quindi il compito principale è quello di divulgare tale bellezza e renderla accessibile anche a chi vive in un’altra parte del mondo e parla una lingua diversa.
Proprio da questo concetto di universalità della bellezza è nata l’iniziativa promossa dall’ambasciatore ad Astana in Kazakhstan, Antonello De Riu in collaborazione con me per realizzare la pubblicazione de “Il Cantico delle Creature”, prima traduzione in assoluto del celebre poemetto di San Francesco d’Assisi in lingua kazaka, ad opera del poeta Korganbek Amanzhol, e in russo, seconda lingua ufficiale del Paese, a cura della poetessa Olga Sedakova.Il volume è corredato dal contributo critico di importanti personalità della cultura italiana e kazaka: Davide Rondoni, poeta, scrittore e saggista, Presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni francescane; Rosita Copioli, poetessa e critica letteraria; Rollan Seisenbayev, il più noto e stimato scrittore kazako contemporaneo e figura centrale nella diffusione della cultura italiana in Kazakhstan, avendo curato tra l’altro la prima traduzione kazaka dell’Inferno di Dante, e il già citato Bartolomeo Pirrone.
Molto belle le illustrazioni originali di Sarra Yessenbay, fotografa e artista visiva kazaka, nota anche a livello internazionale, che con il suo obiettivo ha saputo cogliere con straordinaria sensibilità la bellezza del Creato, nelle steppe dell’Asia Centrale.Per parlare poi in riferimento agli Istituti Italiani di cultura, uffici culturali delle nostre Ambasciate, questi si occupano della promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo. Sono regolati da un legge, la 401/90, che riconosce al direttore dell’Istituto “autonomia operativa e finanziaria”, pur nel rispetto delle gerarchie e dei compiti di indirizzo e vigilanza che spettano al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e all’Ambasciata di riferimento.
È un modello flessibile, quello italiano, che a mio avviso funziona egregiamente. Gli Istituti danno un contributo, in ambito culturale, al rafforzamento dei rapporti bilaterali fra l’Italia e il Paese in cui operano, sotto la supervisione dell’Ambasciatore, che coordina tutte le attività del “Sistema Italia”.Il Ministero ci incoraggia a entrare in un dialogo continuo con la società civile e con gli esponenti culturali della nazione in cui siamo accreditati come addetti culturali.
Al tempo stesso siamo incoraggiati a raggiungere con le nostre iniziative una pluralità di spazi pubblici, a partire da quello giovanile, soprattutto universitario. Da qualche anno c’è anche molta enfasi sulla letteratura per l’infanzia, cito l’importante progetto del nostro Ministero dedicato a Geronimo Stilton, che ho portato sia in Ucraina che in Kazakistan. La traduzione del libro italiano è un vettore essenziale proprio perché rimane nel tempo.
E si presta a una pluralità di eventi, se il libro è illustrato, per esempio, si presta a mostre, il che è il caso del nostro volume dedicato a San Francesco, nato su impulso dell’Ambasciatore Antonello De Riu, e che io ho curato: “Il Cantico delle Creature sulla Via della Seta”.Questa è la prima traduzione in assoluto del Cantico in lingua kazaka.Abbiamo voluto una edizione trilingue: italiano, kazako e russo. Il libro è corredato da importanti saggi critici, come ho citato sopra.
Almaty è in realtà al centro di un fermento culturale davvero insolito: da pochi mesi hanno aperto due musei: l’Almaty Museum of Arts che fa capo all’imprenditore Nurlan Smagulov e il Tselinny Center of Contemporary Culture che fa capo a Kairat Boranbayev.
/_Che cosa ci dice di queste due nuove realtà e di come la cultura italiana possa interfacciarsi con quella kazaka?
Il Ministero degli Esteri ci sostiene fortemente, e promuove ambiziosi progetti creativi, legati alle rassegne annuali concepite dal Ministero stesso e lanciate in tutto il globo: Giornata del Design, Giornata della Ricerca/Scienza, Fare cinema, Giornata del Contemporaneo, Giornata dello Sport, Settimana della Lingua Italiana, Settimana della Cucina. Parlo ora dell’evento più legato agli interessi del mondo dell’arte: la Giornata del Contemporaneo e, in genere, l’arte contemporanea.
Non dimentichiamoci che l’Ambasciatore Umberto Vattani, decenni fa, ebbe la geniale intuizione di avviare la Collezione d’arte contemporanea alla Farnesina.
Credo che l’Italia sia stata la prima a sostenere così, in una sede prestigiosa ed istituzionale, il meglio della nostra produzione artistica recente. Direi che l’arte contemporanea, da qualche anno, sta vivendo un boom straordinario, in tutti i Paesi in cui ho lavorato è così.
Proprio ad Almaty due novità di straordinaria importanza, davvero uniche, nell’Asia Centrale: l’apertura, quasi in concomitanza, del nuovo Museo di Arte Contemporanea, grazie a capitali privati, e il centro culturale polivalente Tsillini.
Entrambi sono stati recensiti sulla stampata italiana.In occasione dell’apertura del Museo di Arte contemporanea, avvenuto l’anno scorso, abbiamo invitato il Presidente di Amaci, e direttore del Mambo di Bologna, Lorenzo Balbi, il quale ha anche curato un evento al nostro Istituto di Cultura.Almaty sta vivendo veramente un grande fermento culturale anche grazie all’apertura di due importanti musei d’arte contemporanea.
Il Museo d’arte di Almaty, ALMA, è un museo privato di arte moderna ed è stato fondato dall’imprenditore Nurlan Smagulov che ha concepito il progetto essendo lui stesso un grande collezionista d’arte.
La costruzione è iniziata nel 2022 su progetto dello studio di architettura britannico Chapman Taylor . L’edificio di 9.400 m² è costituito da due volumi a forma di “L” interconnessi: uno rivestito in alluminio, che evoca la città moderna, e l’altro in pietra calcarea, che richiama le montagne del Tian Shan.
Il Museo è stato inaugurato il 12 settembre 2025, diventando la più grande istituzione del suo genere in Asia centrale e tra le più grandi al mondo.
Sono state organizzate qui due mostre importanti dal titolo: “Capisco tutto” incentrata sulle opere e sul lavoro trentennale ed artistico di Smagulov e “Ospiti” curata da Inga Lāce sul tema dell’ospitalità e degli spostamenti delle popolazioni.Il Museo ha anche una sua sezione internazionale dove presenta opere di Anselm Kiefer , Yayoi Kusama , Bill Viola , Richard Serra , Jaume Plensa , Yinka Shonibare, edaltri.La collezione comprende pittura, grafica, scultura, installazione, video e fotografia, e pezzi tessili, creando in tal modo connessioni e dialoghi interculturali sul piano globale.Il Tselinny Center of Contemporary Culture ha aperto la sua sede permanente ad Almaty in un ex cinema sovietico trasformato dall’architetto britannico Asif Khan il 5 settembre 2025.
Il Tselinny Center è stato fondato nel 2018 dall’oligarca kazako Kairat Boranbayev con la finalità di generare una piattaforma di lancio internazionale per gli artisti del Kazakistan e dell’intera regione dell’Asia centrale.
Il Tselinny Center Contemporary Culture intende sostenere e rafforzare la comunità intellettuale locale attraverso la costruzione di un dialogo tra artisti, ricercatori e scienziati contemporanei. Il Centro organizza, oltre a mostre ed installazioni, anche conferenze,
dibattiti, presentazioni di libri, workshop per famiglie e tavole rotonde.Inoltre il Tselinny Center ha dato il via al primo laboratorio teatrale inclusivo dell’Asia centrale insieme ad un programma cinematografico.
Verrà privilegiata anche l’arte del suono dedicando spazio, con Korkut Sonic Arts Triennale: Rites of Eternal Wind, alle forme contemporanee di arte sonora, alle pratiche di ascolto performative e alla musica sperimentale e d’avanguardia.L’etichetta musicale indipendente qazaq indie collective, fa parte di questo progetto di sperimentazioni innovative.L’apice di questo programma artistico è costituito dal ciclo di opere e di incontri “Barsakelmes”, basati sulle tradizioni, storie e caratteristiche della cultura kazaka.
Si inserisce in questo contesto di ricerca e memoria delle proprie radici un’installazione site specific di Gulnur Mukazhanova, artista classe 1984, già partecipante alla Biennale di Venezia nel 2024, che affronta l’identità e la trasformazione dei valori tradizionali kazaki nell’era attuale.“Barsakelmes” è il nome di un’isoletta nel vicino Lago d’Aral che evoca la difficile memoria del recente passato attraverso il graduale prosciugamento del lago salato sotto il dominio sovietico.
Il prosciugamento del lago ha portato alla distruzione di un intero ecosistema e ha cancellato i mezzi di sussistenza delle comunità vicine. Il programma di apertura del Centro si concentra sul tema, della elaborazione e della guarigione dalle ferite del passato .
/_L’arte può diventare il vettore di una strategia diplomatica?
L’Istituto Italiano di Cultura di Almaty è stato aperto da me, in sinergia con il nostro ex Ambasciatore Marco Alberti, nel mese di novembre 2022.
Abbiamo quindi poco più di due anni di vita. Grande fatica, ma anche tante soddisfazioni! I Kazaki amano la cultura italiana. Qui ad Almaty c’erano già, da vari anni, i nostri omologhi tedeschi e francese (Goethe Institute, Alliance).
Credo sia stata una scelta molto felice, questa di aprire l’Istituto di Cultura: il Kazakistan è il crocevia degli scambi fra Europa ed Asia. E l’Italia vanta un nobile antesignano dei rapporti culturali, di scambio euro-asiatici: Marco Polo, che in queste terre passò e qui soggiornò.Il focus, in Kazakistan, è sulle industrie culturali. La municipalità di Almaty sta avviando centri chiamati Creative Hubs, proprio per creare occasioni di esperienze innovative per i giovani, in vari settori e discipline, fra cui primeggia l’arte.
Ovviamente I kazaki guardano soprattutto all’Italia, per comprendere il segreto o la formula della creatività! Intendiamoci anche I kazaki hanno doti creative, nel design e nell’arte, ma in Europa guardano a noi con occhio speciale.
Cito due importanti eventi del 2026, oltre all’evento multidiciplinare su San Francesco: la straordinaria produzione, che ha richiesto oltre un anno di intensa preparazione qui in Kazakistan, Puccini Dance Circus Opera, a cura di Paolo Stratta, produzione originalissima che fonde musica, teatro, danza e circo (Teatro dell’Opera “Abaj” di Almaty, 19 febbraio 2026) e la serie di colloqui sulla creatività in chiave multidisciplinare — arte, design, scienza, nuove tecnologie — che saranno seguiti da momenti pratici, seminari, masterclass ecc.La serie, dal titolo “Il ponte più lungo, dialoghi creativi fra Italia e Kazakistan”, è a cura dello scrittore e curatore Gianluigi Ricuperati, che opererà in collaborazione con “Valore Italia” di Salvatore Amura.Il nostro Ambasciatore, Antonello De Riu, sta lavorando alle connessioni fra università, tipo i politecnici, e le aziende start-up.
E’prevista la partecipazione di figure di assoluto rilievo, oltre a giovani promesse che già hanno riconoscimenti a livello internazionale. La figura poliedrica di Francesco Ferla, architetto, fotografo artistico, creativo capace di applicare ai materiali le nuove tecnologie; il giovane scienziato Niccolò Pagliarani, dottorato alla Sant’Anna di Pisa, esperienze ad Harvard e alla NASA, vincitore del Premio “Italia Giovane”, esperto di robotica “soffice”, applicabile a vari settori dalla medicina, all’arte; Agostino Iacurci, artista di fama internazionale; Carolyn Christov – Bakargiev, curatrice e membro di documenta steering committee.
/_Infine per concludere l’intervista ringrazio lo scrittore e diplomatico Edoardo Crisafulli e propongo una breve sinossi del suo libro dal titolo “L’ombra della Sindone”, edito da Vallecchi Firenze nel 2025.
L’ombra della Sindone è il titolo dell’avvincente romanzo di Edoardo Crisafulli, edito nel 2025 dalla storica VALLECCHI.
L’autore è capace di destreggiarsi fra narrativa e saggistica: questo è ben più di un thriller. La narrazione scocca dall’omicidio, in Vaticano, di un sindonologo antisemita. Segue una lunga striscia di sangue: sei omicidi, collegati alla Sacra Sindone.
Il legame con l’arte è molto forte: il volume è impreziosito dalle illustrazioni dell’artista Sarra Yessenbay (“Gli strumenti della passione”), e nel testo si susseguono riflessioni stimolanti sui concetti di autentico, di imitazione verosimile e di falso, sia nella sfera del sacro (la Sindone è una reliquia pittorica, un’icona intrisa di sangue?) che nell’arte.Crisafulli dal 2001 è addetto culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Ha una lunga esperienza all’estero (Gedda, Manchester, Dublino, Haifa, Tokyo, Damasco, Kiev). Oggi dirige l’Istituto Italiano di Cultura di Almaty. Ha vissuto in Terrasanta, illuminanti le sue frequentazioni al Santo Sepolcro. Ha appena curato, per l’Ambasciata d’Italia, la prima traduzione del Cantico delle Creature in lingua kazaka, in occasione delle celebrazioni di San Francesco, volume con saggi critici e interpretazioni del Cantico mediante la fotografia artistica (Sarra Yessenbay).
Rosetta Savelli
15 marzo 2026


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