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SEGNO ROSSO “INUTILE”

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IL CASO PORTANOVA

E IL CALCIO RESTA MUTO

di Fabrizio Rappini

Manolo Portanova, giocatore della Reggiana, è stato condannato anche in Appello. I giudici del Tribunale di Firenze hanno infatti confermato la sentenza di primo grado a sei anni per violenza sessuale di gruppo. Nonostante questo, il giocatore continuerà a giocare nelle fila della squadra di Reggio Emilia come nulla fosse. Eppure, ogni 25 novembre il calcio si schiera contro la violenza sulle donne. In tutti i campi, calciatori, arbitri e addetti ai lavori portano in segno di rossetto rosso su una guancia. Un gesto importante per un problema che ogni giorno miete vittime. Eppure, nonostante questo, calciatori condannati per violenza sessuale continuano a giocare e dalle stanze dei bottoni di società e Federazione si continua a tacere.

“So di essere innocente e lo urlerò fino alla fine” ha detto ieri il calciatore annunciando il ricorso in Cassazione: nel frattempo il suo club, la Reggiana, non ha previsto alcun provvedimento. E domani, contro il Padova, probabilmente sarà di nuovo in campo. Nella vicenda era coinvolto anche il fratello William, all’epoca minorenne, già giudicato separatamente.

I FATTI

 I fatti risalgono al maggio 2021 e sono avvenuti in un’abitazione del centro storico senese. I giudici hanno accolto la richiesta della Procura generale, ribadendo integralmente la sentenza di primo grado. La ragazza abusata “manifestò la propria volontà di voler avere un rapporto sessuale solo con Manolo e di non volerne uno di gruppo con i quattro ragazzi“, volontà espressa “in modo ripetuto e inequivocabile “, ha scritto la giudice di Siena Ilaria Cornetti nelle motivazioni della sentenza di primo grado. Evidenziando anche come “i rapporti sessuali sono stati ripetuti e in alcuni momenti contemporanei, la ragazza è stata colpita con schiaffi, ha riportato lesioni in termini di malattia organica e psichica”.

LE REAZIONI

“L’accusa, non è stata assolutamente intaccata – ha dichiarato l’avvocata Claudia Bini, legale dell’associazione Donna Chiama Donna -. Il verdetto di primo grado era forte e basato su un corposo materiale probatorio. È importante che casi come questi non vengano sottovalutati quando coinvolgono personaggi molto conosciuti”. Dello stesso tenore le parole dell’avvocato Jacopo Meini, difensore della controparte: “Sono soddisfatto e la ragazza è strafelice. Mi ha detto che è finito un incubo”.

Portanova invece ha ribadito la propria posizione: “Non mi abbatto assolutamente per un’altra condanna. So di essere innocente e lo urlerò fino alla fine. C’è la possibilità di continuare all’infinito, io vado all’infinito. Non posso perdere la mia vita calcistica. Non ho mai trattato male una persona e non la tratterò mai”.

AMMINISTRAZIONE COMUNALE

DI REGGIO EMILIA

Sul caso Portanova, forte preoccupazione dell’Amministrazione comunale con l’intervento delle assessore allo Sport Stefania Bondavalli e alle Pari Opportunità Annalisa Rabitti

“In merito alla conferma della condanna in appello del giocatore della Reggiana Manolo Portanova, riteniamo doveroso che tutti rispettino l’operato dei giudici. Nello Stato di diritto è dovuta l’osservanza delle decisioni della giustizia, in attesa del pronunciamento definitivo nel terzo grado di giudizio. Come Amministrazione Comunale, affermando con fermezza il rispetto di ogni persona e il rifiuto di ogni forma di violenza, esprimiamo forte preoccupazione per quanto emerso sino ad oggi dal primo e secondo grado di giudizio. Sul piano sportivo, in attesa che l’iter giudiziario si compia fino in fondo, ci attendiamo che la giustizia sportiva e l’AC Reggiana valutino eventuali provvedimenti. Sul piano giudiziario, invece, ciò che è emerso sino a oggi, si configura come un grave atto di violenza contro le donne da cui prendiamo una distanza netta, esprimendo solidarietà e particolare vicinanza alla vittima.”

GIUSTIZIA SPORTIVA

E REGGIANA CALCIO

“?????????????????”

Silenzio assoluto aspettando il prossimo 25 novembre per il segno di rossetto sulla guancia e il pallone rosso in Serie B.

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