Romagna Post

Brutte notizie dall’industria dell’auto

Automotive_2022

Non è una bella notizia. Per niente. L’ha scritta Huffingtonpost. Il titolo è tutto un programma: shock cinese. Pechino attacca l’alta gamma, il cuore dell’industria tedesca ed europea. Il sommario poi entra nel merito: trimestrali da incubo per Volkswagen e Mercedes, con crollo di utili e vendite a causa della spietata concorrenza orientale. A vent’anni dall’inizio dell’invasione di merci a basso costo, l’automotive è il fulcro del secondo shock industriale, stavolta nei segmenti premium. Ma a Bruxelles domina l’inazione e a Berlino la “strategia della follia”: confidare nelle imprese cinesi per reindustrializzare ciò che loro hanno deindustrializzato.

In tal senso segnali forti erano arrivati dal salone di Pechino che è diventato il baricentro tecnologico dell’auto mondiale.

Il vero protagonista del Salone – scrive Al Volante.it –  è stato il concetto di “China Speed”. Mentre in Europa servono 5-7 anni per sviluppare un nuovo modello i marchi cinesi sfornano piattaforme, varianti e aggiornamenti con una rapidità che ricorda l’elettronica di consumo. E infatti l’auto, in Cina, è trattata come un prodotto “tech”: cruscotti digitali sempre più evoluti, software aggiornabili come smartphone e Adas  avanzati che puntano alla guida autonoma.

E termina: Auto China 2026 non ha mostrato solo nuove vetture: ha messo nero su bianco un sorpasso industriale ormai evidente. Se l’Europa non riuscirà a liberarsi delle sue zavorre burocratiche e a ritrovare quel pragmatismo che l’aveva resa grande, l’automobile del futuro parlerà sempre più cinese. 

E se l’industria europea dell’automobile continua a segnare il passo, le notizie per l’Italia non possono essere buone essendo, il Belpaese, una nazione che ha una politica industriale molto legata all’automotive.

Del resto che l’industria cinese dell’auto sia diventata aggressiva lo testimonia il caso Lepamotor, giovane costruttore cinese partecipato al 21 per cento da Stellantis e che produce auto elettriche. Nel 2026 punta a vendere in Europa un milione di modelli. Nel frattempo ha spostato parte della produzione proprio nel Vecchio Continente. Quest’anno inizieranno la produzione in Spagna, ma stanno esplorando opportunità in altri Paesi tra cui l’Italia e, nello specifico, lo stabilimento di Cassino di proprietà di Stellantis.

Questo post è stato letto 22 volte

Exit mobile version