
Viaggio all’interno
del Velodromo
“Servadei” di Forlì
di Fabrizio Rappini
Quando assistiamo a una gara in pista, oppure la guardiamo in televisione, in tanti si saranno chiesti cosa c’è sotto l’anello, in questo caso, di cemento dello sviluppo di 400 metri del velodromo di Forlì.
Non ci sono stregonerie o segreti di varia natura, ma solamente postazioni di lavoro per dare la possibilità agli atleti di dare il massimo e agli spettatori di godere lo spettacolo che le gare in pista sono in grado di dare.
E allora, Romagna Post ha deciso di portare i suoi lettori a fare un giro “dentro la pista”.
Ad accompagnarci è il presidente del Consorzio che gestisce il Velodromo “Servadei” di Forlì, Fausto Tardozzi. Il Consorzio è una realtà affiliata alla Federazione Ciclistica Italiana formato dalle società romagnole ed emiliane aderenti.
All’interno, oltre agli uffici, c’è una sala riunioni che serve anche a fare lezioni teoriche ai corridori delle società ciclistiche che fanno pista. Nella sala riunioni, oltre che in pista, si alternano i due Tecnici, Jean Paul Mengozzi e Simone Cuozzo che è laureato in Scienze motorie.
Poi, proprio sotto l’anello della pista, c’è la spettacolare officina dove sono depositate le biciclette e dove, soprattutto, vengono curate per non tradire chi le farà poi viaggiare in pista a grande velocità.
A fare “gli onori di casa” in officina c’è sempre l’instancabile presidente che si prende cura delle bici personalmente insieme anche a Roberto Valmori.
Ecco, questa è la parte di Velodromo che il pubblico non vede. Facile da raccontare, ma un po’ più complicata da gestire.
La prossima volta che assisterete a una gara in pista vicino a un amico o un conoscente che viene con voi per la prima volta potrete dire con orgoglio: “io so cose c’è sotto la pista”.
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