RAVENNA. La Stagione dei Teatri 2026-2027 di Ravenna Teatro si apre come di consueto con il Prologo, che quest’anno si compone di otto spettacoli fra settembre e novembre.
I primi a salire sul palco del Rasi sono i ravennati Spazio A Teatro, che da martedì 1 a domenica 6 settembre presentano Frisbee. Una storia d’amore, un’ironica e tagliente indagine su ambizioni, fallimenti e fragilità della nuova generazione di artisti.
Quattro attori, un frisbee e un bando teatrale in scadenza tra 36 ore. Inizia così un’indagine metateatrale serrata e ironica che mette a nudo le ambizioni, i fallimenti e le fragilità di una generazione di artisti che fatica a trovare il proprio posto nel panorama culturale contemporaneo. L’azione si muove su un doppio binario: da un lato, la ricerca di un “gesto perfetto”, il lancio del frisbee come metafora della ricerca artistica, fatto di tecnica, rotazione e una necessaria dose di “leggerezza” per non cadere al suolo. Dall’altro, l’urgenza di una risposta esistenziale: il parallelismo tra la dedizione al teatro e l’amore relazionale. Entrambi richiedono fede, sacrificio e una continua lotta contro la sensazione di “arrivare tardi” a un futuro che sembra già averci dimenticato o bollato come “superficiali ed emotivamente inabili”.
Frisbee non è solo lo studio di una messa in scena, ma il ritratto corale di una “scossa” necessaria: quella che trasforma la frustrazione in un gesto vitale, ricordandoci che, come una pianta di cappero che cresce tra le rocce aride di una serra abbandonata, la passione teatrale (e quella umana) resiste semplicemente perché è nella sua natura farlo.
Orari: martedì 1, mercoledì 2, venerdì 4 e sabato 5 – ore 20.30 giovedì 3 – ore 19 domenica 6 – ore 16
Mercoledì 2 settembre
Dopo lo spettacolo la compagnia incontra il pubblico in dialogo con Michele Pascarella nel ridotto del Teatro Rasi
Giovedì 3 settembre
L’ennesima tavola rotonda
A cura di Spazio A Teatro
Teatro Rasi, saletta Mandiaye N’Diaye – ore 21
Ingresso gratuito
Uno spazio di riflessione e confronto, incentrato sulla città e sulle sue dinamiche di rigenerazione, che chiamerà a raccolta gruppi e singoli impegnati attivamente contro lo spegnimento di quel “fuoco” metaforico che fa da filo conduttore all’intera rassegna. Il dibattito si focalizzerà sull’idea di abitare e riempire i vuoti urbani e sociali: contesti in cui, a fronte di scarse risorse materiali, ci si muove con creatività per generare qualcosa di nuovo da mettere poi in circolo a beneficio della comunità. L’invito e il dialogo non saranno limitati esclusivamente ad associazioni teatrali o culturali, ma si apriranno in modo trasversale a realtà attive in ambito sociale e a giovani progetti commerciali del tessuto cittadino
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