Se tutto va bene siamo rovinati. Leggendo un approfondimento de Il Fatto Quotidiano sul tema della natalità il pensiero è corso a una commedia erotica all’italiana del 1984, diretta da Sergio Martino e interpretata dal duo comico Gigi e Andrea.
I problemi dell’Italia sono tantissimi. Uno sono le culle vuote. La mazzata arriva dal report dell’Istat che stima una perdita di oltre 13 milioni di residenti nei prossimi 55 anni.
Secondo le stime, nel breve periodo, tra il 2025 e il 2030, il calo della popolazione sarà contenuto, con una variazione dello 0,1%. Tra il 2030 e il 2050, la contrazione arriverà allo 0,3% e dal 2050 al 2080 raggiungerà lo 0,6% medio annuo. La popolazione scenderebbe dai 58,9 milioni del 2026 a 58,7 milioni nel 2030, per poi ridursi a 55 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080. Secondo l’Istat è “un risultato praticamente certo”. Fino ad ora l’ombrello era stato il contributo migratorio, ma quello, pare, non sarà più sufficiente.
Il problema sono le culle vuote. E, in previsione, non si prospettano inversioni di tendenza. Tant’è che, sempre secondo l’Istat, nel 2047 in Italia le coppie senza figli sorpasseranno quelle con figli.
Oltre al calo numerico, l’istituto di statistica segnala come la popolazione italiana continuerà ad invecchiare. Già tra il 2025 e il 2050 l’età media salirà da 46,9 a 48 anni, mentre la quota di persone con almeno 65 anni passerà dal 24,7% al 27,2% del totale. Allo stesso tempo, la fascia 15-64 anni scenderà dal 63,4% al 62,1%, mentre i giovani fino a 14 anni si ridurranno dall’11,9% al 10,7%. E su questo è fondamentale una profonda riflessione. Sia per quanto riguarda la sanità che le pensioni, Ma c’è un altro dato che deve far riflettere. Anche questo si lega all’invecchiamento della popolazione: è destinato ad aumentare in modo significativo il numero delle persone che vivono sole, fenomeno che riguarda soprattutto le età più avanzate.
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