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Podere Salmastro di Cesenatico oltre al Labirinto un nuovo progetto agritutistico

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Nuova esperienza imprenditoriale per Social Food Experience, gruppo che si occupa di ristorazione e che da anni porta avanti progetti legati all’inserimento lavorativo di persone con fragilità e disabilità. Il nuovo capitolo è la gestione di Podere Salmastro a Sala di Cesenatico. Iniziativa in partnership con la famiglia Bocchini, ideatrice del progetto. Il terreno (nove ettari) fu acquistato nel 2019. Era incolto e completamente abbandonato. L’idea iniziale era semplice: riportare le persone in campagna, farle stare bene, magari su una balla di paglia e mangiare una piadina. Con il tempo è nato il Labirinto che ha richiamato migliaia di persone diventando un luogo conosciuto e vissuto.

Poi il passo successivo: ristrutturare il casolare per farlo diventare qualcosa di stabile, capace di dare continuità al progetto e permettere al podere di vivere non soltanto d’estate. Ben presto però si sono resi conto che servivano altre energie. Fondamentale è stato il contatto con Social Food Experience che gestisce già cinque locali. Potrà fare economia di scala e, soprattutto, mettere la propria esperienza per accompagnare Podere Salmastro nella sua evoluzione. 

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La caratteristica del gruppo che opera in provincia di Forlì Cesena è di non riproporre la stessa formula in ogni locale gestito. Ognuno deve avere una propria caratteristica perché credono che le strutture migliori non siano quelle che si assomigliano, ma quelle che riescono a raccontare una storia. 

Il ristorante (agriturismo) proporrà una cucina legata alla tradizione romagnola, alla stagionalità e alla qualità delle materie prime. La parola d’ordine sarà cucina conviviale che permetta di ricreare il clima contadino, quello che portava a sedersi a tavola, non solo per mangiare, ma per curare il culto della convivialità. Oltre alle ricette tradizionali nel menù ci saranno anche piatti con baccalà, polpette, scalogno, ortica e trippa.

L’apertura del ristorante è solo una parte del progetto. Il Labirinto continuerà ad essere uno degli elementi centrali e in estate torneranno le iniziative. A questo si aggiungerà progressivamente il progetto di ospitalità sfruttando le quattro camere presenti.

Come è sempre successo, l’inserimento di dipendenti con disabilità avverrà gradualmente. Anche perché, nel caso specifico, c’è un problema logistico da superare. Essendo una struttura in aperta campagna c’è il problema dei trasporti. 

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