1 Febbraio 2026
forse buono

ROMAGNA, NISCEMI E UN MINISTRO SMEMORATO

di Fabrizio Rappini

L’Emilia-Romagna e Niscemi in Sicilia distano circa 1.500 chilometri. Eppure, c’è qualcosa che sembra unirle. Forse sarebbe meglio dire qualcuno. Ma chi è? Questo qualcuno si chiama Nello Musumeci ed è l’attuale ministro della Protezione Civile. In passato è stato anche il governatore della Regione Sicilia. Ogni tanto fare uno sforzo di memoria per mettere i puntini sulle i della storia non sarebbe male. E allora, cronologicamente, partiamo dall’alluvione della nostra regione del 2023. A un mese dall’alluvione, i riflettori sulla Romagna si stavano spegnendo ma per tanti iniziava ora la vera emergenza. Le 978 frane, i 23 fiumi esondati avevano letteralmente devastato l’orografia del territorio, seppellendo sotto metri di fango case, orti e coltivazioni. Dalle città ai piccoli paesi sperduti nell’Appennino, furono 44 i comuni colpiti. Ebbene, di fronte a quel disastro e alla disperazione della gente, il 16 giugno 2023, il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, al tavolo con gli enti locali, davanti alla conta dei danni, aveva gelato tutti: «Il governo non è un bancomat», aveva detto, e lo aveva ribadito anche il giorno seguente, facendo scatenare lo sdegno di sindaci e opposizioni. Il decreto alluvione non copriva le spese già sostenute dai comuni (900 milioni già anticipati), sospendeva tasse e bollette per 4 mesi per gli alluvionati ma non le cancellava. “Se ho detto – ebbe modo poi di confermare – che il governo non è un bancomat al tavolo con gli enti locali sull’emergenza maltempo? Come no. Avrebbe dovuto dirlo qualcuno anche 10 anni fa se volevamo evitare la condizione nella quale ci troviamo in Italia in tema di sicurezza del territorio. Il tavolo – aveva aggiunto – è nato per essere un tavolo di coordinamento, cioè mettere assieme le iniziative e confrontarsi sui criteri e sulle priorità. Invece qualcuno ha pensato che la riunione dovesse servire solo per portare l’elenco delle spese e riscuotere. È chiaro che il criterio non è questo: è sbagliato. Ho ricordato a qualche sindaco, forse più attento a cercare consensi che a rispettare il galateo istituzionale e la priorità degli interventi da effettuare per ridare il diritto alla normalità nella vita ai cittadini dell’Emilia-Romagna. Qualcuno ha pensato che il governo serva soltanto a erogare risorse”. Detto questo cos’è che lega la Romagna con Niscemi? Un ministro senza memoria. “È una sciagura annunciata – dicono gli amministratori siciliani -. Che quel terreno fosse franoso lo sapevano anche i bambini”. Ma nessuno ha fatto niente. “Tanto meno lui. Anzi, Nello Musumeci una cosa l’ha fatta. Ha firmato un Piano di assetto idrogeologico, nel 2022, quando era ancora presidente della Regione. Un Piano dal quale emergeva il livello di rischio per la città di Niscemi: R4, il massimo. Oggi, però, il Ministro della Protezione civile attacca gli amministratori “sprovveduti” e respinge qualsiasi addebito, con un’opera di rimozione politica senza eguali”. Ecco, allora ogni tanto servirebbe eliminare la rimozione politica per avere memoria della storia. Soprattutto quando è sulle spalle della povera gente, in Romagna come a Niscemi.

Questo post è stato letto 60 volte

Chi scrive

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *