30 Aprile 2026
Jacopo Rinaldini

Jacopo Rinaldini

Jacopo Rinaldini, referente della sezione cesenate del Partito Comunista, stuzzica Rifondazione comunista. Motivo del contendere la futura collocazione che per l’autore dell’intervento dovrebbe essere una unità comunista. Invece teme un altro finale.

“Fronte costituzionale, democratico e antifascista, così lo chiamano dentro Rifondazione Comunista – esordisce Rinaldini -. La domanda che sorge spontanea è: qual è l’apporto che può dare un partito che ha l’uno percento rispetto a questo conglomerato di soggetti politici tenuti assieme più dalle contraddizioni che da altro?”.

Poi chide agli esponenti di Rifondazione Comunista se non sarebbe meglio confluire direttamente dentro quel contenitore ambiguo e privo di una identità definita che risponde al nome di AVS. 

“Presumo che, per qualcuno, sia questo l’obiettivo ultimo. Non sarei stupito se Maurizio Acerbo, attuale segretario nazionale di Rifondazione Comunista, optasse per tale decisione”.

Poi continua con una sorta di crescendo rossiniano: “Una fine quantomeno esecrabile, singolare, per un partito che si definisce comunista: AVS e intesa con il Partito Democratico, soggetto che, tra le altre cose, negli anni è stato in prima linea per quanto concerne lo smantellamento dei diritti dei lavoratori, che sostiene l’invio di armi all’Ucraina e che fa del “turboeuropeismo” acritico quasi una lotta identitaria. Che epilogo poco glorioso, infelice, ma scontato viste le posizioni sempre più centriste del segretario”.

Poi continua: “La deriva di Rifondazione Comunista non trova giustificazioni se non in un vagheggiato opportunismo, che si tradurrà in una porta sbattuta in faccia al momento opportuno: il solo pensiero di entrare in coalizione con l’uno percento, se va bene, è senza dubbio incredibile. Eppure così è. Chissà cosa si cela, realmente, dietro quel <<Mandiamo a casa la Meloni>>, quali sono le aspettative del segretario”.

E Rinaldini conclude: “Mi sento, in tutta onestà, di rivolgere un appello alle compagne e ai compagni che hanno votato contro questo scempio: cercate un’altra via, un’altra strada, un altro sentiero che conduca ad una unità comunista, lasciando al proprio destino socialdemocratici, Cinque Stelle, AVS, Italia Viva e Azione di Calenda.  A sinistra, quella intransigente, c’è un nuovo orizzonte da edificare. Lo spazio è ampio e i segnali sono evidenti. L’opportunismo non porta frutti e l’atto finale di tale scelta sarà una disfatta annunciata”.

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