Centro storico di Forlì: i proprietari dei negozi alzano la voce contro il Comune

Le affermazioni dell’Assessore alle Attività produttive, Maria Maltoni, che rinnova pesanti accuse alla Proprietà, oltre ad essere fuorvianti, mancano di una analisi vera ed approfondita dei molteplici problemi che hanno determinato nel tempo, e non da oggi, la decadenza e l’agonia del Centro Storico di Forlì

1) l’Assessore si faccia interprete tramite i canali istituzionali per modificare la L.392/78 e ridurne la durata di sei anni con automatico rinnovo di ulteriori sei anni, un caposaldo ormai superato dalla ridotta vita delle attività;

2) l’Assessore si faccia interprete analogamente per ampliare l’opzione della Cedolare secca anche alle U.I. diverse da abitazione: in tal modo la proprietà, ed in particolare la media e grande proprietà che spesso risiede altrove e non fa riferimento all’APE territoriale, sarebbe incentivata ad affittare;

3) l’Assessore si attivi, sempre tramite i canali istituzionali, per il rispetto delle Regole contrattuali, troppo spesso non osservate dagli Inquilini sia per quanto concerne le morosità, sia per quanto concerne i termini e le modalità di riconsegna contrattualmente stabiliti;

4) l’Assessore si attivi, inoltre, a richiedere che, nei casi di morosità, venga bloccato l’assurdo obbligo di pagare le tasse sui canoni risultanti da contratto anche se non percepiti: principio di civiltà giuridica lo richiede!

5) l’Assessore si chieda e lo chieda ai suoi predecessori il motivo per cui Confedilizia, pur essendo notoriamente la più rappresentativa Associazione di Categoria anche a livello territoriale, non sia stata consultata nel tempo prima di prendere decisioni per Forlì;

6) l’Assessore si chieda se può avere rilancio un Centro Storico, da anni tartassato con costi della sosta sempre più esosi, con un controllo esasperante degli addetti alla vigilanza del traffico che oltretutto intervengono con sanzioni anche per “sforamenti” di pochi minuti dal fine sosta.

7) l’Assessore si chieda se può avere rilancio un Centro Storico che da anni per politiche miopi dell’Amministrazione non ha tenuto in nessun conto l’esigenza di favorire i piccoli negozi e le botteghe artigiane, tartassandoli con le occupazioni suolo pubblico e addirittura con la famigerata tassa sulle tende più conosciuta come “tassa sull’ombra”, mentre ha favorito supermercati ed iper intorno ai quali il parcheggio è “facilitato” e spesso non soggetto a controlli.

Il discorso è, come si vede anche solo da questi brevi cenni, molto più ampio ed articolato e richiede una capacità d’intenti che la nostra Amministrazione non è riuscita a dimostrare negli anni e men che meno ora per rimediare; la tattica di colpevolizzare una Categoria non apre nessuna strada.

per A.P.E.-Confedilizia Carlo Caselli

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