4 Aprile 2025
Il re di Girgenti

Ho appreso proprio poche ore fa, su alcuni web media, che Carla Soprani direttrice del dormitorio di Ravenna ‘Il re di Girgenti’ ha ricevuto oggi ‘L’Ordine al merito della Repubblica Italiana’ dal prefetto di Ravenna.

Ho conosciuto Carla e gli altri volontari del Comitato Cittadino Antidroga di Ravenna proprio nei giorni scorsi, in occasione di una visita che ho fatto alla struttura ‘Il re di Girgenti’, il dormitorio per senza fissa dimora di Ravenna, in qualità di consigliere della Fondazione Romagna Solidale.

Sono stato ricevuto dal presidente Carla Soprani, una signora in pensione che assieme al marito si fa carico di gestire ed organizzare la struttura coordinando tanti volontari che si dividono tra il SERT di Ravenna (Servizio per le dipendenze patologiche) e le altre strutture sia laiche che religiose di Ravenna che si occupano di assistenza verso i bisognosi.

Il Comitato Cittadino Antidroga nasce a Ravenna nel lontano 1981 quando uno sparuto gruppo di genitori con figli tossicodipendenti decide di organizzarsi in associazione per aiutarsi e per fronteggiare assieme i problemi di droga dei loro figli.

Negli anni il Comitato, anche grazie alle innumerevoli iniziative che promuove, si distingue e si fa apprezzare dal Comune di Ravenna e dai servizi sociali che chiedono all’associazione di poter gestire un dormitorio per senza fissa dimora a Ravenna.

I servizi sociali pagano affitto, bollette e poco altro al dormitorio e per il resto i volontari devono trovare le risorse autonomamente per far fronte a tutte le necessità.

Operano in rete con le altre associazioni di volontariato di Ravenna e dai frati cappuccini di via Oberdan, ad esempio, ricevono panni, lenzuola, federe ed asciugamani.

Nasce così nel 2003 ‘Il re di Girgenti’, il dormitorio di Ravenna in via Mangagnina, nel borgo San Rocco, il quartiere più popoloso di Ravenna ad un passo dal centro storico.

Il nome è tratto dal titolo di un romanzo di Andrea Camilleri che narra la tormentata vita di un povero nullatenente siciliano che diventa, tra mille vicissitudini, il Re di Agrigento (Girgenti nel vecchio nome arabo) riscattandosi così dalle sue umili origini e dalla sua povertà.

I posti letto sono 21 e gli ospiti vengono accolti alla sera offrendo loro la cena, un servizio di lavanderia ed un letto. Molti sono ospiti fissi della struttura e partecipano in maniera attiva aiutando i volontari facendosi carico delle pulizie, della preparazione della cena e della manutenzione dello stabile. “Il re di Girgenti “, come mi ha spiegato Carla, è molto più di un asilo notturno perché gli ospiti stessi, coordinati dai servizi sociali di Ravenna, distribuiscono la spesa per chi ha casa ma non sufficiente cibo con i prodotti offerti dai supermercati, dalla Coop, dal Banco Alimentare di Imola, da due panetterie di Ravenna.

Carla è molto entusiasta ed orgogliosa di questo aspetto perché gli ospiti del “re di Girgenti “ restituiscono quello che ricevono e diventano una risorsa che dà  valore aggiunto alla città, e avvicina persone che non si conoscono.

Gli ospiti sono italiani, africani, gente dell’est Europa o vite ai margini, con storie di droga, alcol, patologie da gioco d’azzardo, carcere.

Alcuni hanno lavoro saltuari, escono al mattino e trovano un tetto e un ambiente familiare alla sera. “Gli offriamo un ponte per attraversare la strada “dice Carla Soprani, e gli ospiti anziché una potenziale minaccia alla sicurezza sociale, diventano una ricchezza per la città.

Il Comitato Cittadino Antidroga è apartitico e aconfessionale. E’ nato come associazione laica di gente animata da buona volontà e desidera rimanere tale. Mi sono chiesto ed ho chiesto a Carla come facessero lei e tutti i suoi colleghi dell’associazione a farsi carico di un peso così (i volontari presidiano le struttura su turni, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno) animati dalla sola motivazione etica o morale. Mi ha confidato che son tutte persone di fede in cammino ma che preferiscono rimanere in anonimato, mantenendo la struttura smarcata da ogni ‘etichetta’ religiosa per rispetto anche delle molteplici etnie e confessioni religiose presenti nel dormitorio. La cena, durante il Ramadan, è servita al calar del sole e non è presente alcuna immagine religiosa nella struttura.

Carla guida con amore ed efficacia ‘il Re dei Girgenti’ che è un dei tesori deĺle politiche sociali e del volontariato della nostra città.

È una realtà e un simbolo delle energie di Ravenna che non perde la propria umanità prendendosi cura dell’umanità più sofferente.

Dovrò tornare a fr visita a Carla assieme ai miei figli.

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2 thoughts on “Carla Soprani, direttrice del dormitorio di Ravenna ‘Il re di Girgenti’, ha ricevuto oggi ‘L’Ordine al merito della Repubblica Italiana’

  1. È una gran bella storia Christian, non la conoscevo. Mi fa venire in mente che spesso non ci si rende conto di quanto siano legate la dimensione dell’aiuto sociale e quello della sicurezza nelle nostre città. Di fronte a casi di cronaca, anche gravi, si continuano a chiedere politiche repressive e non si pensa che quando il disagio cresce diminuisce sempre, per forza di cose, anche la qualità delle nostre vite. Per questo credo che la cooperazione sociale, che serve come “secondo gradino” rispetto a queste esperienze straordinarie, per reinserire al lavoro chi ha situazioni di svantaggio, sia da considerare parte integrante non solo del welfare, ma del benessere di un territorio.

    1. Certo Emilio, hai centrato il cuore del problema. Davanti al disagio e al degrado è molto più facile dare una risposta egoistica etichettando il diverso o chi ha problemi, come l’origine del disagio.
      E’ l’animo aperto dei volontari che ti aiutano a riflettere sul fatto che il disagiato molto spesso è solo un uomo o una donna con un pò più problemi di te, magari anche solo temporanei, e che se aiutati possono ritornare ad acquisire la dignità perduta e addirittura essere parte attiva della società civile.

      Conoscere il ‘Re di Girgenti’ fa bene al cuore e ti pone davanti al fatto che c’è un altro modo pratico e reale per affrontare i problemi, meno caciarone, meno violento, meno egoista.
      Dico grazie ai volontari che ti aprono la mente con il loro operato, con la loro buona volontà.

      Penso come te che la cooperazione sia la modalità più giusta e corretta per operare nell’ambito di questi problemi.

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