Il futuro di Cesena
Nei prossimi anni Cesena cambierà definitivamente volto diventando sempre più decentrata. Da tempo le zone periferiche stanno crescendo. Adesso ad assumere un ruolo centrale sarà la zona del Cervese sud (Villa Chiaviche) e parte del Ravennate (via Calcinaro). Determinante sarà la costruzione del nuovo ospedale che diventerà il fulcro attirando un’alta densità di traffico e rendendo fondamentali la gronda e la bretella, arterie ancora sottoutilizzate. Nello stesso tempo sarà più fluida la circolazione in via Padre Vicinio da Sarsina e Porta Santi.
Ma il nuovo ospedale non sarà l’unica novità. L’altra è la circonvallazione di Calabrina, opera attesa da più di vent’anni. Nonostante il progetto non sia ancora ultimato (manca qualche stralcio), è stata presentata nei giorni scorsi di fronte ad un’affollata assemblea. Si collegherà alla bretella di Pioppa e sarà l’ultimo tratto di una sorta di Cervese bis. Sarà utile 365 giorni all’anno, ma lo diventerà soprattutto in estate quando il casello autostradale di Villa Chiaviche è preso d’assalto dai turisti. Sia per la circonvallazione che per l’ospedale bisognerà però attendere un po’ di tempo. Se tutto andrà bene se ne parlerà nei primissimi anni del 2030. Quindi c’è il tempo per progettare e realizzare tutto quello che serve per la sicurezza stradale (e non solo) della zona. C’è già molto, ma è necessario fare altro.
Sotto questo punto di vista non c’è tempo da perdere, anche perché la zona sta crescendo sotto un altro punto di vista: lo sviluppo di due centri sportivi. Uno è l’impianto di Villa Chiaviche e l’altro Martoranello. L’allargamento del primo è all’interno dell’area dove attualmente ci sono un campo da calcio, quello da baseball e la pista di modellismo. Martoranello invece è destinato a crescere ulteriormente diventando un fiore all’occhiello che sarà sempre più frequentato. Se poi calcoliamo che vicino c’è anche lo stabilimento della Technogym è chiaro che la zona debba essere servita in maniera adeguata. Via Calcinaro è una strada larga, ma da sola non è sufficiente. Anche perché è nata come arteria di collegamento. Ora dovrà essere molto di più. A partire dalla pista ciclabile. Ora collega solo Martorano al centro sportivo.
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