3 Aprile 2025
The US Capitol in Washington DC with American flag

The US Capitol building dome in Washington DC with American flag

 Boicottare i prodotti made in Usa per opporsi alle politiche di Trump. L’aggressività, non solo verbale, del nuovo presidente degli Stati Uniti sta suscitando anche proteste dal basso. I primi a muoversi, e non è una sorpresa, sono stati i Paesi del Nord Europa. A partire dalla Danimarca, scossa dalle pretese da ‘Risiko’ di Trump sulla Groenlandia, dove è sorto un movimento che mira appunto a dissuadere i cittadini dall’acquistare prodotti americani. Come scrive il quotidiano online “Il Post”, il maggior gruppo della grande distribuzione danese intende apporre un bollino sulle merci europee per distinguerle da quelle fatte negli States. Altre iniziative simili sono emerse in Svezia e in Norvegia, mentre in Canada si stanno diffondendo gli appelli per non fare la spesa nelle catene commerciali Usa, da quando il nuovo inquilino della Casa Bianca ha espresso mire bellicose anche nei confronti dei vicini del Nord. Le scelte dei consumatori non risparmiano Elon Musk: dopo il crollo di vendite Tesla in gennaio (-44% in Europa rispetto allo stesso mese del 2024), si notano sempre più spesso gli adesivi “L’ho comprata prima che Elon andasse fuori di testa”. Vale la pena ricordare che uno dei maggiori esperti di boicottaggi alle aziende in nome dell’etica è Francesco Gesualdi, allievo di don Milani, che scrisse ormai un quarto di secolo fa il “Manuale per un consumo responsabile”, testo di riferimento in materia, che dimostrava in modo chiaro e approfondito il grande potere che avrebbero i consumatori, se solo ne pren-dessero consapevolezza. Purtroppo non è accaduto: anzi, orientata solo dai messaggi pubblicitari, la quasi totalità dei cittadini rinuncia a chiedersi le domande fondamentali sui produttori: chi sono, come si comportano coi dipendenti e l’ambiente, se finanziano le guerre eccetera. Che sia la volta buona che i consumatori rialzano la testa, smettendo di essere sudditi?

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