Bufera per le parole di Nerio Alessandri. Il fondatore di Technogym ha detto: “Nel mondo non conoscono Cortina”. Parole pronunciate, giovedì sera all’evento organizzato dalla sua azienda presso l’hotel Savoia di Cortina d’Ampezzo. Il sessantacinquenne cesenate ha aperto i lavori della terza edizione di “Cortina Wellness” davanti a una foltissima platea. E proprio lui che è diventato partner dei Giochi Olimpici del 2026 e che realizzerà oltre venti centri per la preparazione degli atleti, nel suo discorso ha detto, a 160 giorni dai Giochi Olimpici: “Noi non possiamo più vivere di rendita. Perché quando io giro il mondo, e che nessuno si offenda qua dentro, in primis l’amministrazione, quando racconto di Cortina, perché io sono Cortina proud”. Ha poi aggiunto che conoscono Saint Moritz, Selva di Val Gardena, Madonna di Campiglio, ma Cortina no. È pazzesco”.
Parole forti che hanno sorpreso la platea. Subito c’è stata una levata di scudi. Il primo a contestare la chiave di lettura di Alessandri è stato Kristian Ghedina, campione dello sci, che ha chiesto che ci fossero delle scuse. Anche il sindaco ha preso le distanze, ma evitando lo scontro. Anzi, ha ricordato alla platea il valore di una critica costruttiva.
Ma Alessandri ha ragione o no? Una cosa è certa: il patron di Technogym non ha mai cercato la polemica. E’ sempre stato pacato e moderato. Quindi va scartata l’ipotesi della ricerca di visibilità. Perciò bisogna pensare alla volontà di stimolare per invitare ad un cambio di passo.
Di sicuro però meraviglia sentire delle critiche a Cortina che per gli italiani è sempre stato un luogo iconico. Però che la perla delle Dolomiti sia meno conosciuta di quanto crediamo noi in Italia, è una realtà che riconosce anche Andrea Franceschi, ex sindaco, che all’Adnkronos ha detto che lo ha potuto constatare in prima persona. Poi ha proseguito: “Mentre in Italia Cortina è associata all’immaginario collettivo della montagna e di tanti film o personaggi che ci sono andati, cambia sensibilmente la reazione quando si parla con gli stranieri. Anche perché quell’immaginario della cinematografia è molto legato a produzioni italiane, soprattutto negli ultimi 40 anni”. Ed ha concluso: “Conosco Alessandri e so quanto vuole bene a Cortina. Penso che le sue parole non siano un attacco, ma un pungolo per fare meglio”.
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