
di Fabrizio Marcheselli
I tre anni dell’emergenza Covid raccontati da chi li ha vissuti nelle stanze dove venivano prese le decisioni per gli italiani. Nicola Del Duce, portavoce del ministro della Salute Roberto Speranza dal settembre 2019 al 22 ottobre 2022, quindi l’ultimo anno e mezzo del Governo Conte e tutto quello di Draghi, è stato ospite del centro diurno La Meridiana a Cesena per presentare il suo libro “Nel palazzo bianco” (Solferino editore), che narra nella forma del romanzo quell’inimmaginabile periodo.
Organizzata dal Dipartimento Salute mentale e Dipendenze patologiche Forlì-Cesena di Ausl Romagna con la partnership della cooperativa sociale Il Mandorlo e il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Comune di Cesena e quartiere Cervese Sud, la rassegna di letteratura e salute mentale “Oltre il Giardino” si concluderà martedì 15 luglio 2025 col volume “Avevo un fuoco dentro” (Mondadori editore), in un dialogo tra l’autrice Tea Ranno e la psicoterapeuta Laura Letizia, sempre alle 20.30 a ingresso gratuito nel parco de La Meridiana.

Romano di 51 anni, laureato in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza, un master in Relazioni internazionali a Bologna nel 2003, giornalista pubblicista, Nicola Del Duce è stato introdotto da Gianluca Farfaneti, psicoterapeuta responsabile del centro diurno cesenate, e sollecitato dalle riflessioni di Paola Ceccarelli, direttrice del Distretto sanitario Cesena Valle del Savio, che ha trascorso il periodo Covid all’ospedale per contribuire alla cura e conforto dei pazienti e all’allestimento di una terapia intensiva in tempi record rispetto alla prassi.
“Il palazzo bianco del titolo – ha detto Del Duce – è la sede politica del ministero della Salute, sta sul Lungotevere e guarda l’isola Tiberina, che a Roma è uno dei primi posti di cura: un filo che in qualche modo unisce queste storie. È un libro generazionale perché Speranza aveva scelto uno staff di quarantenni e un romanzo perché abbiamo calcato un po’ sui personaggi, tutti veri, ma forzati nei caratteri e nelle discussioni, come quella sulla chiusura delle scuole”.
Nel 2020 una fame di informazioni senza precedenti, da parte sia dei cittadini sempre più allarmati, sia di chi avrebbe voluto dare tutte le risposte, ma non le sapeva. “Era un virus sconosciuto – ha precisato l’autore – e non avevamo un manuale delle istruzioni. La Cina era reticente e noi potevamo comunicare solo quello che era stato certificato. Al numero 1500 arrivavano 300 mila telefonate al giorno. Venivamo sorpassati dagli eventi ogni volta che preparavamo uno spot informativo, dai primi con Mirabella a quello bellissimo di Tornatore. La macchina amministrativa non riusciva a stare appresso alle conoscenze scientifiche, che evolvevano ogni settimana”.
Molteplici gli insegnamenti da trarre per ispirare un presente e un futuro migliori. Se Paola Ceccarelli ha auspicato “l’alfabetizzazione dei cittadini verso il corretto utilizzo dei servizi e un potenziamento dei servizi territoriali”, Del Duce ha rimarcato “l’accordo di Speranza con Francia, Germania e Olanda, che costrinse l’Europa ad acquistare i vaccini. Accordo che adesso non c’è per il sistema di difesa europeo, dove tutti stanno facendo una corsa individuale al riarmo”.
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