Forse rivoluzione non è il termine giusto quando quel sostantivo lo si utilizza per riferirsi a un movimento organizzato e violento con il quale si instaura un nuovo ordine sociale o politico. Però è indubbio che quello sta succedendo nell’editoria si adatta molto bene ad un altro significato del termine rivoluzione: processo storico, anche graduale, che finisca per determinare la trasformazione di un assetto sociale, politico o economico.
Sta di fatto che quello che si sta abbattendo sull’editoria è un vero e proprio tsunami. Al punto tale che l’irruzione di Antonio Angelucci rischia di essere acqua fresca. L’imprenditore e deputato fece incetta di quotidiani di centrodestra. Ma quello fu un semplice cambio di quote societarie.
Adesso invece sta cambiando tutto o quasi. Il primo atto è stata l’irruzione di Leonardo Maria Del Vecchio. Uno degli eredi dell’impero Luxottica prima ha acquisito il 30 per cento de Il Giornale e poi la maggioranza del gruppo Qn che edita Resto del Carlino, Nazione e Giorno. Il gruppo è destinato a diventare il secondo a livello nazionale dopo che Gedi completerà definitivamente lo spezzatino. Operazione che era già cominciata con la vendita separata dei quotidiani locali della Finegil, galassia costruita pezzo su pezzo e che era un gioiellino.
Adesso gli eredi della famiglia Agnelli hanno messo in vendita Repubblica e La Stampa. I due quotidiani andranno ad editori diversi. Per La Stampa sono in corsa due gruppi italiani. Repubblica è destinata ad un editore greco.
Difficile immaginare quali possano essere le ripercussioni. I dubbi maggiori riguardano soprattutto Repubblica. Per Carlino e La Stampa non ci dovrebbero essere stravolgimenti nella linea editoriale. Preoccupazioni invece sono relative ai livelli occupazionali. Repubblica invece è avvolta da un grandissimo punto interrogativo. E non è poco considerando che in ballo non c’è solo il secondo quotidiano italiano, ma anche quello che è stato un’icona. Un giornale che ha meno storia del Corriere della Sera, ma che, guidato da Eugenio Scalfari, ha accompagnato, raccontato e, per certi versi, influenzato una fetta consistente della storia italiana.
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