31 Gennaio 2026
LIBRO CARMELO

L’AGENTE AUSILIARIO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

IL RACCONTO DI UNA ESPERIENZA

di Fabrizio Rappini

Parlare di se stessi probabilmente non è mai bello. Per quanto mi riguarda ritengo lo si possa fare se non, addirittura, ogni tanto lo si debba fare. Se poi, il parlare di se stessi porta a far conoscere cose che si sentono dire ma non si sa bene come funzionano, è quasi “necessario”. E allora, dopo essermi dato queste righe di giustificazione ho deciso di raccontare due cose che mi hanno visto protagonista. Ho deciso di farlo dopo che alcuni giorni fa ho pubblicato il mio attestato di “Esperto in sopralluogo e fotografia giudiziaria investigativa”. Dopo che avrete letto i due racconti capirete da dove arrivi a mia passione. Nei racconti eviterò di dare risalto a determinati particolari.

LA PRIMA ESPERIENZA

Alla fine degli anni Ottanta, primi anni Novanta lavoravo alla Gazzetta di Forlì nella duplice veste di giornalista e fotografo. Operavo quindi con la penna e con la macchina fotografica. Solitamente, quando c’erano cose impegnative di cronaca nera ero solito lavorare in coppia con il collega Raimondo Baldoni. Succede che in redazione arriva la notizia che in una cantina di un quartiere di Forlì è stata trovata una persona morta. Io è Raimondo partiamo. Quando arriviamo, ovviamente, la polizia è già sul posto. Quello che ci troviamo di fronte è una persona anziana che si era impiccato con del fil di ferro alla porta della cantina. Ovviamente la polizia doveva fare tutti i rilievi di legge, compreso quelli fotografici. Visto che ero già sul posto, per non perdere tempo, l’ispettore Lelli mi chiede se potessi fare io le foto. Onorato, ma anche emozionato gli dico di sì. Allora mi nomina “Agente ausiliario di polizia giudiziaria” e inizio, sotto la guida dell’ispettore ai rilevamenti fotografici. Si inizia dalle panoramiche del luogo per poi arrivare ai particolari sulla persona che aveva deciso di togliersi la vita. Qui mi fermo perché i particolari sono troppo crudi. Vado quindi nella mia camera oscura, sviluppo la pellicola e stampo le foto che, dopo circa 30 minuti porto in questura dichiarandomi disponibile ad altri servizi qualora ne avessero avuto bisogno.

LA SECONDA ESPERIENZA

In quel periodo avevo anche molti amici nell’Arma dei Carabinieri e vista la prima esperienza mi dichiaro disponibile eventualmente a fare qualche scatto anche per loro se mai ne avessero avuto bisogno. Non passa molto tempo che una domenica mattina, poco prima delle 5 mi arriva una telefonata. Mi chiedono di recarmi in una casa alla periferia di Forlì per scattare qualche foto. Arrivo sul posto e mi dicono che una persona si era sparato alla gola con il fucile da caccia. Prima di entrare in casa mi fanno indossare i calzari per evitare di inquinare la scena del suicidio. Entro e mi trovo una persona seduta sul divano con il fucile con il calcio appoggiato a terra e la canna alla gola. Era rimasto come non fosse successo nulla. Vi lascio immaginare cosa ci fosse in quella stanza. Faccio quello che devo fare e consegno i rullini, dal momento che erano a colori, ai carabinieri per farli sviluppare. In seguito, ci sono state tante altre occasioni, in particolare per quanto riguardava gli incidenti stradali.

RISPETTO AD OGGI

A quei tempi, le foto le potevi fare solamente su pellicola. Il risultato lo vedevi quindi solo una volta sviluppati i rullini e stampate le immagini. Le foto delle scene del crimine devono essere precise e ricche di particolari e quindi non ti era “permesso” sbagliare inquadrature e esposizioni. Oggi, per fortuna, con le macchine digitali puoi scattare la foto e se non è venuta bene cancellarla e rifarla.

CHI È L’AUSILIARIO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

L’ausiliario di polizia giudiziaria (P.G.), ai sensi dell’art. 348 c.p.p., è un soggetto dotato di specifiche competenze tecniche, professionali o scientifiche, nominato temporaneamente da ufficiali o agenti di P.G. per compiere atti o operazioni che richiedono tali conoscenze (es. medici, informatici, interpreti). Il loro ruolo è fondamentale per le indagini e l’obbligo di segretezza, con divieto di rifiuto. 

Ecco i dettagli principali:

  • Definizione e Compiti: La polizia giudiziaria può avvalersi di “persone idonee” per attività che non possiede internamente, inclusi interpreti, psicologi, o esperti in bonifiche ambientali.
  • Nomina e Aspetti Formali: La nomina, pur non richiedendo formalità rigide, è preferibile avvenga per iscritto tramite verbale, indicando i motivi.
  • Obblighi: Hanno l’obbligo di prestare la propria opera e di mantenere il segreto istruttorio. Il rifiuto ingiustificato può integrare il reato di cui all’art. 328 c.p..
  • Inquadramento: Sono considerati ausiliari della forza pubblica, incaricati di pubblico servizio, e hanno diritto a un compenso.
  • Esempi: Traduttori per persone che non conoscono l’italiano, psicologi per ascolto minori, esperti cinofili. 

CONCLUSIONI

Ecco spiegate alcune cose che magari molti ne hanno sentito parlare ma che poi non conoscevano a fondo. Ho voluto raccontare di me e se ho annoiato chiedo scusa. Permettetemi solo un’ultima battuta: “A parte gli anni che sono passati, tornerei volentieri a farlo ancora”. Le foto sono d’archivio e non corrispondono ai racconti di questa pubblicazione

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