12 Maggio 2026
MaMiMò - Alice Giroldini - Due parole su Ulla (3)

Alice Giroldini

RAVENNA. Domenica 10 maggio 2026, gran finale per POLIS Teatro Festival di Ravenna, con la direzione artistica di Davide Sacco e Agata Tomsic/ ErosAntEros.

Il festival è dedicato quest’anno a un NORDIC FOCUS, incentrato sul teatro contemporaneo dei Paesi baltici e scandinavi.

Come da tradizione per l’ultima giornata del festival, ci si sposta al Teatro Socjale di Piangipane (ore 12), nella campagna ravennate, per lo spettacolo Asja Lacis, la donna che fa parlare la storiaanteprima nazionale della compagnia Carullo-Minasi, di econ Cristiana Minasi, insieme alla musicista Irida Gjergji. Il progetto racconta la straordinaria vita di Asja Lacis, regista, pedagoga e rivoluzionaria del Novecento, originaria della Lettonia e per troppo tempo trascurata dalla storia, la cui idea di teatro come strumento di cambiamento emerge qui in tutta la sua potenza. Dalla sua infanzia difficile in Lettonia, alla giovinezza a Pietroburgo, fino alla partecipazione alla Rivoluzione russa e alla creazione del Teatro Proletario dei bambini, Asja ha sfidato le convenzioni artistiche e sociali, proponendo il teatro come strumento di cambiamento.

Carullo-Minasi nasce nel 2011 dall’incontro artistico tra Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo e sviluppa un teatro essenziale, poetico e filosofico, capace di unire ironia, rigore e prossimità con il pubblico. Il gruppo lavora attraversando teatri, spazi urbani e contesti non convenzionali, costruendo una relazione scenica che coinvolge comunità e territori. Nel corso degli anni riceve numerosi riconoscimenti.

A seguire pranzo a base di cappelletti preparati dai volontari del Teatro Socjale.

Alle ore 15 (Teatro Rasi, Ridotto) èla voce la protagonista dello spettacolo Materiale Per Medea, di Agata Tomsic/ ErosAntEros, da Heiner Müller, con le musiche originali del compositore e sound designer sloveno Matevz Kolenc (Laibach). Lo spettacolo è inserito anche all’interno del programma di Celebrazioni Teodoriciane 2026-2027, con il sostegno di ACIT – Ass. Cult. Italo-Tedesca e Goethe-Institut Mailand.

Dalle 15.30-17.30 (MAR – Museo d’Arte della Città di RavennaJe suisse (or not), di Camilla Parini/ Collettivo Treppenwitz, performance per due spettatori alla volta, che si ripete più volte. Si ringrazia Pro Helvetia per aver supportato l’artista nella circuitazione.

Alle ore 16.30 (MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna) sono anche la cornice visiva di Tivoli,prima nazionale del nuovo percorso di ricerca dell’artista estone Siim Toniste, che condivide con il pubblico l’esito di questa fase di lavoro, grazie al supporto del bando EFFEA, promosso dalla European Festivals Association (EFA), vinto da POLIS in partnership con SAAL Biennaal (EE) e Sirenos (LT).

Alle ore 18 (Teatro Rasi, saletta Mandiaye N’Diaye) momento dedicato all’approfondimento con Lo spazio dell’eresia nella scena contemporanea, titolo della presentazione del libro Regia Eretica. Il Novecento teatrale e i suoi doppi di Marco De Marinis, tra i maggiori studiosi di teatro contemporaneo: presente l’autore in dialogo con Lorenzo Donati, Raul Iaiza, Silvia Mei, Maria Dolores Pesce, Agata Tomsic.

POLIS si conclude con due compagnie del territorio che presentano, in prima nazionale, due mise en espace di testi di autori scandinavi e baltici, commissionate dal festival.

Alle ore 20 (Teatro Rasi) va in scena Due parole su Ulla della drammaturga finlandese Eeva Turunen, affidata alla regia di Eugenio Sideri, con Alice Giroldini/ MaMiMò, in collaborazione con PAV/ Fabulamundi Playwriting Europe. Dopo essersi rinchiusa nel suo appartamento, una giovane donna perde gradualmente il contatto con la realtà; sotto le minuzie della vita quotidiana, l’autrice tratteggia un ritratto di portata universale del desiderio umano di amore e di affetto, delle ambizioni ogni giorno represse e dei nostri sogni più turbolenti.

Eeva Turunen, autrice di testi teatrali e di narrativa, esordisce nel 2014 proprio con il testo portato a POLIS 2026, venendo insignita di premi letterari e tradotta in diverse lingue. Eugenio Sideri, drammaturgo e regista, fonda, nel 2001, la compagnia Lady Godiva Teatro, con la quale ha realizzato numerosi spettacoli prediligendo tematiche sociali e di impegno civile. Centro Teatrale MaMiMò è un gruppo di lavoro stabile, che attraverso una continua attività di perfezionamento e scambio artistico, costituisce un punto di riferimento teatrale produttivo di rilevanza nazionale, e un modello di aggregazione culturale sul territorio reggiano.

A seguire (ore 21.30 Teatro Rasi) chiude la nona edizione di POLIS lo spettacolo Qualcosa di reale del drammaturgo estone Martin Algus, messo in scena da Studio Doiz, con Lorenzo Carpinelli e Alessandro Renda, per la regia di Iacopo Gardelli, in collaborazione conla Estonian Theatre Agency. Lo spettacolo esplora la solitudine delle persone nella società moderna e il loro desiderio di intimità in un mondo in cui la comunicazione virtuale e la realtà simulata hanno sostituito i legami autentici.

Martin Algus, drammaturgo estone pluripremiato, che mette spesso al centro dei suoi testi i limiti delle relazioni, dell’identità e dell’autodistruzione con un mix di umorismo nero e cruda onestà. Studio Doiz nasce a Ravenna nel 2020 dall’unione di quattro fondatori dalle diverse attitudini. A un cuore teatrale formato da Iacopo Gardelli, giornalista, scrittore e drammaturgo, e Lorenzo Carpinelli, attore, si aggiungono Giacomo Bertoni, musicista, e Lorenzo Basurto, organizzatore. L’intento dell’associazione è quello di ibridare i linguaggi e operare in vari campi dell’agitazione culturale, in modo indipendente e innovativo: dal teatro alle arti visive, dal radiodramma al podcasting.

Musica da vivo, dj-set, eventi (fino a mezzanotte) per salutare insieme POLIS con DOPO-POLIS feat. Waste a cura di Spotted e Dedalo (Giardini Pubblici di Ravenna, viale Santi Baldini).

Prosegue fino al 19 maggio la mostra a cielo aperto Shieldmaiden. Versi che combattono il silenzio dell’artista-attivista ravennate Gianluca Costantini, inVia Zirardini Open-Air Gallery, in collaborazione con il Servizio Turismo del Comune di Ravenna. Il progetto riunisce quattordici ritratti di poetesse del Novecento, due per ciascuno dei sette Paesi al centro di POLIS 2026 — Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania — in una costellazione di ritratti e parole contro la censura, l’esilio, l’emarginazione.

Questo post è stato letto 66 volte

Chi scrive

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *