
In un copione che apprendono giocoforza, un piccolo esercito di giovani venditori porta a porta di energia, continua a bussare alle nostre case e a dover far fronte ai nostri improperi, benché tramite i media ci abbiano riempito di avvertimenti “ATTENZIONE: NOI NON MANDIAMO INCARICATI A CASA! NOI NON VENDIAMO NULLA!!!”, che suona come un NON APRITE QUELLA PORTA!!!
Così ora, mio malgrado, mi ritrovo davanti l’ennesimo incaricato in carne ed ossa. Un altro giovane dalla faccia pulita e dai modi gentili ma persistenti, sostiene di esser qui per conto di Enel e mi chiede di poter controllare le mie fatture per propormi uno sconto sui miei consumi. Dato che continua a suonarmi alquanto strano che il mio fornitore di energia mi chieda di vedere le fatture che egli medesimo emette e mi spedisce, stavolta (non è la prima, https://romagnapost.it/?p=4459) controllo meglio: questo ha un tesserino appeso al collo con su scritto a caratteri cubitali “ENEL – L’energia che ti ascolta”. Quindi mi dico: Sì, è per forza dell’ENEL, ce l’ha anche scritto su!
Poi guardando meglio noto altri caratteri più piccoli sparsi tutt’intorno al logo: è un timbro, apposto proprio sopra a Enel. Messo alle strette, ammette che sì, in effetti dipende da una certa società LO.BO. di Ravenna, che opera per conto di Enel.
In cambio di un bicchier d’acqua che gentilmente gli offro – fa caldo, mi lascia fotografare il suo tesserino.
Un tantino irritata chiedo al ragazzo dall’aspetto mite e gentile “Scusa, so che stai lavorando, ma la questione non è chiara, son preoccupata non tanto per me, ma per gli anziani…” (posto che io non lo sia ovviamente!). Risposta: Tranquilla signora abbiamo un filtro, oltre a una certa età non possiamo far nulla… Hanno un filtro loro – chissà a partire da quale età…? Però intanto ha suonato, ha visto la mia faccia, la mia casa, stiamo parlando, e povero lui, io ho le idee chiare e non firmerò alcunché. Una cosa è certa: stiamo perdendo tempo entrambi.
Mi vede incaponita – lo so è un difetto, ma per fortuna è mio, così mi fornisce i suoi dati (che terrò scrupolosamente per me) e un numero verde affinché io possa verificare le sue credenziali. Sì, è quello di Enel.
Quando il ragazzo, se ne va, su quel numero verde ci spendo volentieri cinque minuti, vorrei capire, ma in una marea di “premi questo” e “digita quello” non arrivo neppure all’operatore…
Perciò a questo punto mi chiedo: questo modo di presentarsi non è forse ingannevole? con persone indifese come va davvero a finire? E infine: cara ENEL, se è vero che ci ascolti, li mandi tu o no questi incaricati?
Questo post è stato letto 495 volte
La ringrazio molto per il suo articolo. Sono un giovane da tempo disoccupato (con relativa frustrazione), residente a S. Maria Nuova di Bertinoro. Proprio questa mattina sono stato contattato telefonicamente dalla Lo.Bo di Ravenna. Hanno provato ad “adescarmi” dicendomi che il colloquio era per una posizione “amministrativa” e fissandomi un appuntamento per oggi stesso alle ore 17.00.
Fortunatamente dato che ho una certa esperienza da buon disoccupato alla caccia di impiego, so come operano generalmente queste società perditempo ed ho sviluppato un certo fiuto.
Ho fatto qualche ricerca veloce subito dopo la telefonata e tra le varie cose che non sto a riportare ho visualizzato anche questa pagina, così spero come lei di essere utile a qualcun altro.
FATE RICERCHE, SEMPRE, almeno per risparmiarvi il tempo e il carburante che non vi rimborserà nessuno. Dato che il numero di cellulare subito dopo risultava non raggiungibile, ho comunicato via SMS ai Gentili Signori che mi ero informato sulla loro azienda, non ero interessato e quindi non mi sarei presentato.
Caro Riccardo, giovane e spero non più disoccupato, leggo solo ora a distanza di un anno il suo post e la ringrazio della fiducia e per aver concretizzato il mio sogno di essere utile a qualcuno con questo articolo. Le auguro una vita lavorativa che possa soddisfare le sue abilità e le sue esigenze, ma soprattutto le auguro buona vita. Lorena