4 Aprile 2025
Cesena

Forse sono un soggetto in via di estinzione, ma ammetto che mi piace la politica. Assieme all’economia è la mia passione. Può sembrare strano per un giornalista che ha iniziato scrivendo di sport (calcio in particolare) e che poi si è occupato di cronaca nera e giudiziaria. Ma ognuno di noi, io credo, prima o poi sia fulminato  sulla via di Damasco. A me è capitato quando ho cominciato ad occuparmi di politica ed economia.

 

Però sia chiaro, la politica mi piace, ma non tutta. Partendo dal presupposto che il bello è soggettivo, premetto che integralismo e muscolarità sono due sostantivi che non gradisco. Il pollice verso alla muscolarità non significa che sia contrario alla lotta. Assolutamente no. Quanto serve non può e non deve essere abiurata. Ma lo scontro, anche duro, è una cosa. La muscolarità un’altra. È la volontà, a mio avviso, di andare avanti come un caterpillar senza il necessario confronto.

https://www.flickr.com/photos/ziowoody/
Cesena – Palazzo del Capitano (photo credits: https://www.flickr.com/photos/ziowoody/)

Del resto non credo sia un segreto che io sia  uno sponsor del dialogo e della mediazione. Ma non all’infinito. Ad un certo punto bisogna fare una sintesi che, inevitabilmente, scontenterà qualcuno. Insomma, gira e rigira, l’identikit di quella che per me è buona politica è sempre lo stesso: di lotta e di governo.

 

A Cesena come è la situazione? Direi che, tutto sommato, non ci possiamo lamentare. Il livello lo ritengo buono. Per come la vedo io quella sul regolamento di convivenza civile (antifascismo) è stata complessivamente una pagina di buona politica. Merito, ad esempio, anche dei 5Stelle che, alla fine, hanno abbandonato posizioni oltranziste e integraliste per contribuire a migliorare un provvedimento che, secondo me, alla città serviva.

Piazza del Popolo – Cesena (credits: https://www.flickr.com/photos/ziowoody/)

Il livello è buono sia nella politica vera e propria che negli enti di secondo livello. Che possono avere un ruolo molto importante nella crescita di una città. Ma se hanno un ruolo propositivo. I no a prescindere non servono a niente.

 

Uno dei difetti italici è quello di cassare un progetto, ma senza proporre alternative. Non va bene. Serve per conquistare consensi momentanei, ma non allo sviluppo della città. Il no a prescindere è l’anticamera dell’immobilismo. È un po’ il problema dei comitati. Partono esprimendo delle legittime rivendicazioni, ma poi si incagliano perché faticano ad andare oltre un’opposizione fatta esclusivamente di lotta.

Cesena (photo credits: https://www.flickr.com/photos/paolo_cst/)

Gli enti di secondo livello non possono essere questo. Eventualmente devono dire dei no motivati. Ma, soprattutto, devono essere propositivi. Elaborare dei progetti.

 

Faccio un esempio: l’Ausl unica di Romagna. La primogenitura fu di Paolo Lucchi, ma a portare avanti il progetto furono Giuliano Zignani e Denis Ugolini due persone alle quali si può dire di tutto, ma non di essere state collaterali al sindaco. Anzi, spesso hanno fatto a sportellate. Ma, quando c’è stato da costruire non si sono mai tirati indietro.

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