Cosa c’entra un festival all’aeroporto col rilancio del centro storico?

FORLÌ – Successo senza precedenti o occasione sprecata, se non impiego discutibile di denaro pubblico?

A leggere i commenti degli amici di Facebook dopo la prima serata di ImaginAction, il festival dei cortometraggi che va in scena all’aeroporto di Forlì, si oscilla tra queste versioni contrapposte.

Tutte positive le cronache dei quotidiani locali, segno che l’evento è stato ben organizzato e ha colpito l’immaginazione dei giornalisti. È importante anche fare ripartire il settore della musica dal vivo in un momento difficile. I nomi degli ospiti sono di alto livello.

I post degli amministratori forlivesi su Facebook hanno ovviamente toni entusiastici con grande spolvero di like e cuoricini da parte dei fan.

Una foto tratta dalla pagina pubblica dell’assessore al Centro Storico, Andrea Cintorino https://www.facebook.com/CintorinoAndrea

«Ma quanti siete?» chiede ad esempio l’assessore al Centro Storico, Andrea Cintorino.

La risposta è nelle pagine dei quotidiani: le auto presenti erano fra le 200 e le 300. La capienza massima all’evento è di 500 auto.

Ed è qui che cominciano a sorgere alcuni dubbi tra chi scrive sui social.

C’è chi ironizza sugli ospiti, ma c’è anche chi fa i conti in tasca all’evento, che è costato 80mila euro al Comune, più altri 22mila euro di contributi regionali.

Totale più 100mila euro di soldi pubblici.

Cento euro a macchina? La prossima volta apprezzerei un voucher, ironizza l’amico appassionato da sempre di concerti e non esattamente fan del pur ottimo Marco Masini.

L’assessore Andrea Cintorino con alcuni ospiti della prima serata. Fonte: pagina Facebook pubblica dell’assessore https://www.facebook.com/CintorinoAndrea

Nulla di male, ovviamente, ma come ha fatto notare alcuni giorni fa il titolare del Petit Arquebuse, Maurizio Monti, questi 100mila euro non sono andati certo a beneficio del centro storico.

Al massimo del Ridolfi. E infatti c’è chi lo considera come una sorta di investimento per il battesimo e il lancio dell’aeroporto che presto riprenderà a funzionare. Tra i lazzi, però, di chi fa notare che «La cosa che fa ridere è che devolveranno l’incasso a famiglie bisognose. Dubito che l’incasso sia così elevato, facevano prima a dare quelli se lo scopo era la beneficenza».

Non mancano, come sempre, i “supercritici”. Un messaggio apparso in un gruppo Whatsapp chiuso, scritto da una nota personalità cittadina, ha fatto sghignazzare mezza Forlì.

Ne ripubblichiamo uno stralcio con l’autorizzazione della persona interessata.

Non invidio davvero nessuno di quei poveretti (avvedutamente ben pochi, a dire il vero) che hanno pensato di trascorrere la serata di ieri nell’abitacolo della loro auto, non già su una collina romagnola vista mare in atteggiamento romantico con la propria dolce metá, bensi accaldati e appiccicati nel parcheggio del Ridolfi di Forlì (…) A far cosa? La fila per un volo? No di certo, per quello dovranno forse passare ancora almeno tre mesi, bensì a fare il pubblico (oltretutto pagante… sì!!!! pagante!!!) (…) di un “fritto misto ad alto volume”. (…)

Il dubbio è: cosa c’entra tutto questo con Forlì? cosa porta una manifestazione di questo genere? Non si poteva valutare altro? Come valorizza la città o il suo centro storico, sul quale pare non ci siano grandi idee di rilancio se non far tornare le auto nella piazza principale?

Infine il dubbio.

(…) non era allora forse meglio pensare a qualcosa di meno commerciale e banale magari per portare i forlivesi nel cuore della città, anche in bici (vista la stagione) invece di mandarli, in auto, nello spiazzo di cemento di una infrastruttura che – bene che vada – forse rivedrà gente tra cento giorni? Resto critico e perplesso, ero prevenuto e confermo il mio giudizio; ma del resto sono tra quelli della generazione che “a pensar male si commette peccato… ma quasi sempre ci si azzecca”.

E voi cosa ne pensate? Dite la vostra nei commenti.

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