Sandra Santolini in mostra alla Pallavicini22

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RAVENNA. La mostra, dal titolo “Nulla da aggiungere, nulla da togliere”, si apre giovedì 24 giugno alle 17, presso Pallavicini22 Art Gallery.

La mostra è patrocinata dal Comune di Ravenna Assessorato alla Cultura e rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 4 luglio. Per accogliere i visitatori in sicurezza, l’ingresso in Pallavicini 22 Art Gallery sarà regolato in conformità alle disposizioni ministeriali. “Sono queste le prime parole che mi salgono alla mente vedendo gli acquerelli di Sandra Santolini, ma non intendono essere un giudizio critico, legato alla discreta perfezione delle piante che vi vengono ritratte, sono parole che vorrebbero intercettare alcuni pensieri, la scelta di postazione che intuisco essere come un vestito che resta il medesimo sia dentro che fuori alla sua persona, un abito interiore, trasparente”. Massimo Pulini, autore testo critico.

Si può partire da un filo d’erba per interpretare il mondo? La scoperta della semplicità e, al tempo stesso, della complessità della natura possono essere fonte di ispirazione non solo nell’arte ma anche nella vita? Sandra Santolini sembra procedere con i sui acquerelli sul solco tracciato dai filosofi del XVI secolo, come Telesio o Tommaso Campanella che sosteneva che si potesse apprendere più dai piccoli insetti e dalle semplici erbe che dai libri. Prima ancora lo stesso approccio è stato utilizzato da Albrecht Dürer e Leonardo Da Vinci, che, anche quando dipingeva o disegnava, procedeva in maniera empirica ed analitica, come se volesse “ricamare” la natura.

Nei secoli il racconto della natura per immagini è divenuto sempre meno un’espressione artistica, l’esigenza di non procedere per aggiunte o sottrazioni ha portato alla nascita della vera e propria illustrazione scientifica. La singolarità degli acquerelli di Sandra Santolini consiste nel fatto che le sue opere, pur non essendo destinate alla scienza, cercano di non aggiungere e di non togliere nulla al volto ricco ma essenziale della natura.
La sua raffinatezza non è di stile classificatorio, descrittivo o decorativo fine a se stesso, ma rappresenta una forma-racconto, che mostra l’incanto e la discrezione con cui la natura vive senza orpelli sotto i nostri occhi. L’artista ha messo molto di sé in nelle sue opere, la sua discrezione e forse “ha tolto molto dalle piante che aveva sotto gli occhi, per rimettere semplicemente tutto al proprio posto.

L’artista. “Prediligo incontrare casualmente i soggetti vegetali che ritraggo e farmi sorprendere da minimi segnali di bellezza nascosti in strade di campagna, in piccoli giardini o aiuole spartitraffico. La mia ricerca artistica vive in complicità con la mia formazione scientifica.”   Sandra Santolini

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