4 Aprile 2025
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RAVENNA. Nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata della Memoria, La Stagione dei Teatri ospita, il 29 gennaio al Teatro Rasi ore 21, uno spettacolo di teatro civile e di testimonianza, che racconta lo sterminio delle persone disabili nel periodo nazista.

Oggi, a raccontare quella storia, sono gli attori-di-versi della Compagnia Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt, nata proprio con questo spettacolo. Dopo tantissime repliche in Italia, il testo è stato tradotto in lingua tedesca, francese e spagnola. In scena uomini e donne che, secondo i parametri nazisti dell’epoca, erano “vite non degne di essere vissute”. Sul palco sono intenti a tracciare un racconto che, un tempo, voleva negare loro la possibilità di esistere e di vivere. Sono testimoni, “sopravvissuti” e “sopravvissute” a quella immane e terribile tragedia.

Con oltre dieci anni di esperienza sulle spalle, Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt è l’unica cooperativa teatrale professionale italiana costituita in maggioranza da uomini e donne in situazione di disagio psichico e fisico che sono diventati attori professionisti.

Uno spettacolo di Giovanni De Martis e Antonio Viganò con Paolo Grossi, Paola Guerra, Alessandra Limetti, Mathias Dallinger, Johannes Notdurfter, Michael Untertrifaller, Maria Magdolna Johannes, Stefania Mazzilli Muratori, Edoardo Fattor, regia di Antonio Viganò, ideazione e collaborazione alle scene Roberto Banci, costumi Sigrid Schwarzer.

Una produzione TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO LA RIBALTA-KUNST DER VIELFALT in collaborazione con THEATRAKI e LEBENSHILFE SÜDTIROL.

Spiegano dal Teatro Stabile di Bolzano: “Trecentomila persone, uomini, donne e bambini furono eliminati nella Germania nazista nel periodo 1939-1945. La loro colpa fu quella di non rispettare i parametri che il nazismo, con la complicità degli psichiatri, aveva arbitrariamente stabilito in nome di una razza forte, sana e bella. Si eliminarono disabili, malati mentali, asociali, schizofrenici, epilettici, sordi e muti e il risultato non fu quello di creare una nuova razza, ma dei mostri.
Mostri, perché coloro che hanno ucciso e cremato donne, bambini e uomini ‘non conformi’ non sono diventati esseri superiori, ma degli orchi come nelle fiabe per ragazzi. Le parole eugenetica ed eutanasia irrompono nel dibattito scientifico e nella società. Il corpo umano non appartiene più a chi lo abita e lo vive, nelle infinite sue possibilità, ma allo Stato, nel culto della salute collettiva e nel sacrificio dell’individuo. La capacità produttiva di un individuo è il metro di valutazione della vita umana. In pieno darwinismo e determinismo biologico, con la complicità della scienza, si uccide qualsiasi diversità perché sono vite non degne di essere vissute. Se parliamo di tutto questo con uno spettacolo non è solo per non dimenticare, ma perché oggi le parole eugenetica ed eutanasia ritornano con forza nel dibattito contemporaneo con aspetti etici e scientifici nuovi. Se parliamo di tutto questo con uno spettacolo è perché quelle forme di vita, che non più di 60 anni fa non erano degne di vivere e di riprodursi, a noi raccontano un mondo, un sentire nuovo, un’umanità che siamo felici di aver incontrato”.

Lo spettacolo è in replica il giorno successivo per le scuole. 

In occasione di Impronte dell’anima, Ravenna Teatro ha rafforzato la collaborazione con Camst Group, Hotel Diana e Sol.Co Ravenna.


“Per Camst Group è un vero onore, nell’ambito della collaborazione con Ravenna Teatro, sostenere la realizzazione dello spettacolo Impronte dell’Anima – osserva la vicepresidente di Camst Group, Stefania Ceretti -.
Questa produzione, di lodevole valore artistico, culturale e sociale, nell’occasione della Giornata della Memoria farà riflettere ancora di più sulla diversità e sull’inclusione, valori cari anche a noi di Camst group. Siamo felici di condividere questo impegno con il territorio ravennate attraverso questo spettacolo”.

Sottolinea Marcella Nonnipresidente di Ravenna Teatro: “Ringraziamo le realtà della nostra città che, ancora una volta, hanno dimostrato attenzione e generosità mettendo a disposizione i propri servizi per un progetto che tocca tutta la comunità”.

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