Per rivendicare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro
Rifondazione Comunista Emilia-Romagna aderisce allo sciopero nazionale dei metalmeccanici proclamato per venerdì 28 marzo da Fiom, Fim e Uilm per rivendicare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, l’adeguamento dei salari all’attuale costo della vita e una maggiore sicurezza sul lavoro. Questa la nota.
La lotta dei metalmeccanici è una battaglia che interessa l’intero mondo del lavoro. L’indisponibilità di Unionmeccanica a confrontarsi sulle legittime istanze di lavoratrici e lavoratori, rifugiandosi dietro una propria controproposta, rappresenta un attacco senza precedenti al mondo del lavoro.
Dal 2008 a oggi, gli italiani hanno perso quasi il 9% del loro potere d’acquisto, mentre i salari risultano tra i più bassi d’Europa. In questo contesto non è tollerabile il rifiuto al dialogo da parte delle organizzazioni padronali ed è urgente che i rinnovi contrattuali di questa categoria, così come di tutte le altre impegnate nei rinnovi contrattuali sia pubblici che privati, avvengano nel più breve tempo possibile.
È in questo quadro che si inseriscono anche la battaglia per un salario minimo di 10 € l’ora, promossa da Rifondazione Comunista con una Legge di Iniziativa Popolare che il governo rifiuta di discutere. Inoltre, sosteniamo i referendum promossi dalla CGIL per abrogare quelle leggi, approvate da centrosinistra e centrodestra, che hanno privato lavoratrici e lavoratori di diritti e tutele fondamentali.
Il governo Meloni ha deciso di voltare le spalle a chi lavora: non ci sono politiche sui salari, mancano strategie industriali per rilanciare l’occupazione e non c’è alcuna volontà di contrastare precarietà e lavoro povero. Al contrario, i fondi per la guerra e il riarmo non mancano mai.
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