Mostra fotografica e conferenze storiche a Palazzo Morattini di Pievequinta
A Palazzo Morattini, via Armelino 33, Pievequinta (Forlì) è allestita la mostra fotografica “La Cervese racconta. Il tempo che passa”. L’esposizione, che sarà visitabile fino al 22 marzo 2026 durante le aperture dell’edificio che la ospita, sarà accompagnata da incontri di carattere culturale e storico per approfondire il ruolo svolto in passato da questa importante arteria stradale, un ruolo che ancora oggi è primario.
La prima conferenza si svolgerà domenica 18 gennaio 2026, alle ore 16.00, e avrà come relatore Marino Mambelli, giornalista e saggista, che racconterà la nascita della Ditta Bartoletti e di altre attività che un tempo operavano a Carpinello.
Interverrà Franco Bagnara, coordinatore del Quartiere Pievequinta – Caserma – Casemurate. Coordinerà l’incontro Serena Savoia, presidente dell’Associazione “Amici della Pieve”.
Durante il secondo appuntamento, in programma domenica 15 febbraio, alle ore 16.00, si parlerà dei Circoli che esistevano e di quelli che rimangono lungo la Cervese. In qualità di relatori sono stati chiamati Mario Proli, storico e giornalista, e Federico Morgagni, storico, che con l’ausilio della proiezione di immagini d’epoca, interverranno rispettivamente su: “Il contesto socio-economico di Forlì dal Dopoguerra ad oggi” e “Dalla Taverna Verde di Ospedaletto al Circolo repubblicano di Casemurate: quando tutti frequentavano un locale pubblico”.
Coordineranno l’incontro Antonella Greggi, presidente dell’Associazione Mazziniana Italiana Sezione “Giordano Bruno” di Forlì, e Gabriele Zelli, cultore di storia locale.
L’ultima conferenza, in calendario per domenica 1 marzo, sempre alle ore 16.00, su “Pievequinta e circondario: cronache e politica, avvenimenti e storie del secolo scorso” sarà tenuta da Mauro Mariani, ricercatore e storico. Coordinerà l’incontro Gianfranco Argnani, consigliere dell’Associazione Amici della Pieve
Ingresso libero. Per informazioni: Mauro Mariani 3357144204.
L’allestimento della mostra è a cura dell’Associazione Culturale e Ricreativa “Amici della Pieve”, che organizzerà gli appuntamenti in collaborazione con: i Comitati di Quartiere Pievequinta – Caserma – Casemurate e Carpinello – Castellaccio – Rotta – Bagnolo – Durazzano – Borgo Sisa, l’Associazione Mazziniana Italiana – Sezione “Giordano Bruno” di Forlì, il Circolo dei Cooperatori romagnoli, il Comitato Pro Forlì Storico-Artistica, con il patrocinio del Comune di Forlì.

La via Cervese
La via Cervese inizia dal centro della località Ospedaletto di Forlì, precisamente dalla piazza (ora caratterizzata da una rotonda) intitolata a Maria Drago (1774-1852), madre di Giuseppe Mazzini (1805-1872), ed è la strada di collegamento più rapida tra il capoluogo romagnolo e la costa adriatica. Nei territori dei Comuni di Forlì, di Ravenna e di Cervia attraversa rispettivamente le frazioni di: Ospedaletto, Bagnolo, Carpinello, Pievequinta, Caserma e Casemurate; i paesi Castiglione di Ravenna e Castiglione di Cervia e la località Tantlon. Lungo il tracciato interseca l’autostrada A14, la ex Strada Statale 71 Umbro Casentinese Romagnola, la Strada Statale 3 bis Tiberina e termina sulla Strada Statale 16 Adriatica.
Racconta il ricercatore e storico Mauro Mariani, nonché curatore della mostra: “La mia famiglia è forlivese da generazioni e ricordo che fin da bambino i miei genitori mi portavano al mare in Vespa e poi con la vecchia Topolino. Mi torna in mente quando imboccavamo la Cervese, quel lungo viale alberato che con la sua ombra proteggeva chi la percorreva; ma allora il traffico era limitato e i rischi nel percorrerla erano pochi. Gli anni sono passati, il traffico è aumentato; è arrivato il boom economico e tutti correvano verso il mare a divertirsi. La Cervese diventava sempre più anacronistica e pericolosa; era una strada di altri tempi. Ogni tanto arrivava un temporale e qualche pioppo cadeva, ma gli alberi erano talmente tanti che se ne mancava qualcuno nessuno se ne accorgeva. Poi venne il giorno in cui un pioppo cadde su di un’auto di passaggio durante un forte temporale e un automobilista rimase ucciso. Fu la fine per i pioppi della Cervese perchè l’allora sindaco di Forlì, Franco Rusticali, nel 1997 ne decretò l’abbattimento”.
Nella mostra sono ricordate gran parte delle attività che si svolgevano, località dopo località, lungo la via; dai distributori di benzina ai negozi di tutti i tipi; dai vecchi fabbricati carichi di ricordi ai circoli politici, alle lunghe file di partecipanti ai funerali che si svolgevano tassativamente a piedi con tanto di bandiere di partito agli alunni che raggiungevano le loro scuole a piedi o in bicicletta. Era un mondo che non aveva fretta e che viveva ancora di tradizioni. Tutti ricordano con nostalgia il vecchio baracchino dei cocomeri che durante l’estate dava refrigerio ai viandanti nella curva di Pievequinta, ma non ne abbiamo trovata una sola immagine. Forse era talmente troppo normale che non valeva la pena fotografarlo e quando sarà finito il ricordo di chi ci ha mangiato, sarà veramente finita la sua storia.
Oggi che tutto è cambiato e tutti corrono di più, la mostra serve a ricordare com’era la strada a coloro che hanno abitato o abitano nelle frazioni del forlivese lungo la Cervese, da Ospedaletto fino a Casemurate, nonché a tutti i cittadini che la percorrono quotidianamente.

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