21 Gennaio 2026
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Racconterà la storia di Adele Garavini e Primo Pasini emigrati nel Granducato 

Domenica 25 gennaio 2026 nella cittadina lussemburghese di Dudelange si terrà una giornata di studio per commemorare Luigi (Louis) Rech (1926-2012), dal 1985 al 1993 borgomastro del luogo e primo italo-lussemburghese a ricoprire una carica politica, molto amato dalla popolazione della terza città del Granducato.
Luigi Rech, dopo aver completato gli studi, lavorò nelle acciaierie Arbed della cittadina. Nel 1956 si iscrisse al Partito Operaio Socialista Lussemburghese, guidò per alcuni anni la squadra degli italo-lussemburghesi di Dudelange ed è stato vicepresidente nazionale della Confederazione Generale del Lavoro Lussemburghese. 
All’iniziativa, voluta dall’Università di Lussemburgo, dal Centro lussemburghese per la Storia Contemporanea e Digitale e dal Centro di Documentazione sulle Migrazioni Umane di Esch-sur-Alzette, sarà presente anche l’Associazione Amici della Pieve di Pievequinta col racconto della vita di Adele Garavini e del marito Primo Pasini, migranti romagnoli la cui odissea è stata ricostruita nel libro “Destinazione sottosuolo” da Paola Bezzi.
La documentazione reperita dall’autrice, docente di Lettere all’ITTS Marconi, in vari archivi nazionali e locali, gli alberi genealogici che lo storico Mauro Mariani è riuscito a realizzare nel corso degli anni, studiando gli Stati delle anime parrocchiali e i libri catastali forlivesi, la collaborazione internazionale della professoressa Maria Luisa Caldognetto, il sostegno dato alla ricerca dal locale Comitato di quartiere Pievequinta – Caserma – Casemurate nella persona di Luigi Lelli, la supervisione e la prefazione a cura di Gabriele Zelli hanno reso “Destinazione sottosuolo” un’opera collettiva. 
La protagonista della narrazione, Adele, nacque a Casemurate nel marzo 1876, lo stesso paese dell’autrice, che a Roma nell’estate 2023, studiando i fascicoli dei dissidenti romagnoli, controllati dal Ministero degli Interni nell’età crispina, giolittiana e, soprattutto, fascista per la loro fede politica (mazziniana, socialista o anarchica), notò il volto esausto della Garavini, nella foto segnaletica che la bollava come “antifascista Estero (Lussemburgo) – inscritta nella Rubrica di frontiera”.
Questa dissidenza al femminile incuriosì molto la ricercatrice, che ha seguito le peripezie dei Garavini, prima, e dei Pasini, poi: essi rispettivamente da mezzadri e proprietari terrieri hanno conosciuto la declassazione sociale durante la Grande depressione della seconda metà dell’Ottocento, hanno vissuto la dolorosa vita del bracciante e della domestica analfabeta, del solfataro e dei migranti in Lussemburgo, dell’internamento nei manicomi europei e nei lager nazisti. “Paese mio, ti lascio e vado via… Dallo zolfo di Romagna al ferro del Lussemburgo: itinerario migratorio di una famiglia italiana nell’epoca industriale” sarà, infatti, il titolo dell’intervento di Paola Bezzi alla giornata in ricordo di Luigi (Louis) Rech.

Le vicende e i destini – consumatisi tra miniere di zolfo, ferro e granito – dei figli di Adele Garavini e di Primo Pasini (Rosa, Seconda, Andrea, Giulia e Augusta) offrono un ulteriore tassello significativo per la storia dell’emigrazione italiana tra Otto e Novecento.
Adele per l’autrice è diventata colei che con umiltà ha costruito la storia d’Europa, perché, come ha sottolineato più volte la professoressa Maria Luisa Caldognetto coi suoi studi, nel sottosuolo “prima ancora del trattato di Schengen e dell’Unione Europea, non ci sono state frontiere e i confini non hanno senso”! 

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