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RAVENNA. Una docu-performance che indaga la difficoltà di relazione e dialogo tra le nuove generazioni e il mondo degli adulti.
Never Young. Dov’è Lolit*? della compagnia Biancofango, in scena al Teatro Rasi sabato 21 marzo alle ore 21, è la seconda tappa di un percorso di ricerca artistica sull’attualità della figura di Lolita, personaggio dell’omonimo romanzo di Vladimir Nabokov. Lo spettacolo coinvolge un gruppo di cittadine e cittadini over 65 di Ravenna, che ha partecipato a un laboratorio condotto da Biancofango, strutturato in 4 incontri a partire da una domanda fondamentale: dove possiamo trovare, oggi, Lolita/Lolito/Lolit* nella comunità che ci circonda?
La pièce, firmata da Andrea Trapani e Francesca Macrì (anche regista), si articola in cinque quadri scenici che intrecciano autobiografia collettiva, immaginario mediatico e riflessione sulla sessualità, dando voce a una generazione spesso inascoltata e costruendo, attraverso il confronto tra età diverse in scena, un ritratto critico della società contemporanea. La prima sezione è dedicata all’Autobiografia di una Nazione, incentrata sul cambiamento dell’Italia dagli anni ’90 ad oggi – da Norberto Bobbio a Non è la Rai, da Umberto Eco a Berlusconi, dal Mulino Bianco alle “interviste barbariche”; il secondo quadro, Sulla retorica della televisione, apre l’interazione con il pubblico per interrogarsi insieme su come il piccolo schermo abbia modificato il nostro modo di pensare e la relazione con il corpo e la sessualità; la terza sezione ci chiede Dov’è Lolit* oggi? attraverso un’indagine sulla sessualità dell’adolescenza e della preadolescenza; il quarto quadro, Interviste, ha come protagonista un coro di cittadine e cittadini over 65 di Ravenna, per una riflessione su cosa rappresenta la sessualità oggi; infine si conclude con la sezione L’infanzia perduta.
«Lolita è troppe cose per sintetizzarla in un pensiero solo – racconta Biancofango – ma certo ha rappresentato dalla seconda metà del Novecento ad oggi la curiosità verso un mondo degli adulti troppo lontano per poter essere d’aiuto o troppo vicino per poterne avere rispetto. La tensione verso l’altro, verso il nuovo che si avvicina, è la lunga scia che da Nabokov, a Kubrick, passando per Balthus e Degas, ha segnato buona parte dell’arte e della letteratura del Novecento».
Never young si configura come un affondo nei nostri tempi e sul prossimo futuro, nel tentativo di dare voce a “giovanə Lolitə” e alla loro richiesta di essere finalmente ascoltatə.
Info: ravennateatro.com
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