31 Luglio 2026
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Articolo di Gabriele Zelli 

Mario Bonavita, in arte Marf (Forlì 1894- 1946), è stato uno dei parolieri italiani più celebri del Novecento. Molti suoi brani sono stati eseguiti in tutto il mondo. Questi alcuni titoli: Bombolo, Amami di più, Sotto l’ombrellino con me, Non è per gelosia, Nostalgico slow, Una notte a Madera, Passeggiando per Milano, Signorine non guardate i marinai, Berrettino, Pensée, Chiudi gli occhi Rosita, Ti darò quel fior. Le composizioni di Marf sono state le interpretate da artisti di fama: il Trio Lescano, Carlo Buti, Lydia Johnson, Daniele Serra, Renzo Mori, Giacomo Osella, Miscel, Vittorio De Sica, Milly, Fernando Orlandis, Franco Lary. Le canzoni di Marf si collocano fra il 1920 e il 1940, anni in cui il regime Fascista perseguiva mire espansionistiche sui territori d’Africa e d’Albania. Ne scaturì una sorta di euforia nazionale alla quale non rimase estranea la produzione musicale, compresa quella di Marf. Non va però dimenticato che la nota canzone “Bombolo”, del 1932, musicata da Vittorio Mascheroni (1895-1972), è considerata una satira tagliente nei confronti di Guido Buffarini Guidi (1895-1945), uno tra i personaggi più viscidi e servili del Regime. 
Personaggio eccentrico e geniale, Mario Bonavita fu inviato a Milano per studiare Chimica all’Università dalla famiglia, proprietaria della grande fabbrica di feltro, di cui col tempo avrebbe dovuto assumere il comando. Si laureò invece in Farmacia e dopo una parentesi lavorativa nella città lombarda, fece ritorno a Forlì per dedicarsi a studi e interessi di segno opposto. Gli anni passati a Milano segnarono senza dubbio un momento fondamentale per la sua formazione perché frequentò autori di successo: Vittorio Mascheroni, Paul Bernard, Bixio Cherubini, Angelo Ramiro Borella, Gorni Kramer, Ennio Neri, Peppino Mendes, Eldo Di Lazzaro.
Mario Bonavita si dedicò anche alla sperimentazione in campo genetico sia animale sia vegetale, divenendo un vero e proprio precursore in un settore allora ai primordi. A Villa del Tesoro, proprietà di famiglia a Vecchiazzano, dove ritornò nel 1936, componeva musica, dipingeva quadri, allevava polli, conigli, piccioni, tacchini e riproduceva ibridi di giaggioli. Morì, stroncato da un infarto, il 3 agosto 1946. L’improvvisa scomparsa di Mario Bonavita lasciò un vuoto incolmabile in città e segnò la fine di un’epoca.  
Per ricordarlo ho programmato tre incontri: il primo l’8 ottobre, ore 21.00, nel teatro Graffiedi di Vecchiazzano, quello successivo, il 26 novembre, sarà un meeting del Lions Club Forlì Host al Circolo Aurora. La rassegna dedicata a Marf, che vedrà in tutte le occasioni come protagonista la Maramao Italian Swing Band, si concluderà il 16 dicembre, alle ore 15, nell’ex Sala del Consiglio provinciale, con un incontro organizzato da Auser. Sarà troppo poco per ricordare un grande personaggio come Marf? Sicuramente si. Ma non disponendo delle capacità finanziarie della Fondazione Cassa dei Risparmi né di quelle del Comune di Forlì, che spero facciano la loro parte con altri progetti, occorre accontentarsi! 

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