RAVENNA. Fino al 6 settembre la Galleria FaroArte di Marina di Ravenna ospiterà la mostra “Colori e sapori nelle ceramiche di Sante Ghinassi”, dedicata all’opera del pittore e ceramista ravennate Sante Ghinassi (1924-2000).
L’esposizione, curata da Claudio Beltrami, Emanuele Ghinassi, Enrico Ghinassi e Oscar Manzelli, sarà sarà visitabile ogni sabato e domenica, dalle 20 alle 22.30, con ingresso libero.
La mostra vuole rendere omaggio ad un artista, nato a Ravenna ma vissuto dall’età di due anni a Riolo Terme, le cui opere per la prima volta trovano una meritata valorizzazione espositiva nella sua città d’origine. Intende altresì esaltare il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco concesso alla cucina italiana nel dicembre 2025. Le motivazioni principali includono il suo valore come “cucina degli affetti” che unisce convivialità, biodiversità, tradizione familiare, trasmissione intergenerazionale e sostenibilità ambientale, trasformando il cibo in un linguaggio culturale e inclusivo. È un motivo di orgoglio che due associazioni di promozione sociale quali Capit Ravenna e Slow Food Ravenna, riconsegnino alla comunità ravennate una testimonianza artistica che non poteva rimanere sconosciuta ai suoi concittadini e alle istituzioni che ne hanno patrocinato la realizzazione.
Sante Ghinassi (1924 – 2000) fu pittore, disegnatore e ceramista. Allievo del prof. Luigi Varoli di Cotignola, ancor giovanissimo divenne esperto nella pittura per poi applicarsi definitivamente alla pittura in ceramica, specializzandosi nel ritratto, nelle figure umane e nelle scene a rappresentazioni sacre. Le sue opere ricordano la raffinatezza degli antichi maestri del Rinascimento. Non si può non ricordare che Ghinassi è autore del grande pannello della Redenzione di 100 metri quadrati: uno dei più grandi dipinti in ceramica esistenti al mondo, situato nell’Abside della Chiesa Prepositurale di Riolo Terme. La sua produzione è caratterizzata non solo da ritratti, ma anche da paesaggi della sua Romagna: nei fiori e nelle nature morte emergono una sinfonia di colori caldi e, sempre, un soffio di poesia.
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