17 Agosto 2026
lago quarto

Ogni estate ha il suo tormentone. Quest’anno sono due: i migranti (soprattutto Ceuta) e il caso Ranucci/Lavitola. Entrambi sono argomenti propedeutici per la narrazione gradita alla maggioranza, ma, così a naso, non sembrano essere le vere emergenze del Paese.

Ci sarebbero molti altri argomenti da trattare. Uno è quello della siccità. La carenza d’acqua rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura. Il problema è la mancanza di bacini dove raccoglierla. E pensare che soldi e idee ci sarebbero. Ma è tutto fermo. Incredibile, ma vero. 

Ci sono sette miliardi per contrastare il fenomeno costruendo dighe, invasi, acquedotti ed altre opere idriche per risparmiare acqua e denaro. Ma la maggior parte delle opere sono bloccate. A mettere nero su bianco l’entità dello stallo sono i report della Corte dei Conti e la tavola sinottica delle opere commissariate gestita dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: delle 12 grandi opere idriche commissariate (su 116 totali), il 75 per cento sono in ritardo. 

Un problema è la cabina di regia governativa. Sembra un fantasma. Nell’ultimo anno si è riunita due volte. Se ci fossero le riunioni si potrebbe parlare, ad esempio, di quanto sottolinea l’associazione dei consorzi di bonifica (ANBI). Ricorda che oggi l’Italia raccoglie appena l’11 per cento dell’acqua piovana attraverso le sue dighe, mentre paesi come la Spagna arrivano al 40. E pensare che l’Anbi ha già pronti 266 progetti per costruire e ammodernare invasi capaci di trattenere un miliardo di metri cubi d’acqua in più.

Inoltre Il Sole 24 Ore ci ricorda che continua ad esserci il problema che le imprese faticano a trovare tecnici specializzati. Nel 2025, secondo uno studio Unioncamere-ministero del Lavoro sono stati richiesti 116.986 diplomati Its. Però il 57,3 per cento di questi profili è risultato difficile da reperire.

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