5 Aprile 2025
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Nuovo timoniere al Corriere Romagna. Da oggi Roberto Masini prende il posto di Giacomo Bedeschi che ha lasciato l’incarico per motivi personali. Resta comunque alle dipendenze del giornale.

 

Masini è il sesto direttore del quotidiano. Il primo fu Federico Fioravanti. Poi toccò a Claudio Casali, quindi a Maria Patrizia Lanzetti, poi Stefano Tamburini, di nuovo Patrizia Lanzetti, poi Pietro Caricato, quindi Bedeschi ed ora Masini. Tamburini a parte, sono sempre stati cambiamenti nel segno della continuità. Così come lo sarà questo. Del resto Roberto Masini da 25 anni è l’anima del giornale essendo il caporedattore.

Masini è bravo. Premetto, siamo amici da 30 anni e per più di 25 siano stati colleghi. Però penso di poter garantire che il giudizio non è

condizionato dalla conoscenza. “Robo” è  bravo sia come uomo macchina che come giornalista vero e proprio. Ma sa anche fare gruppo. Comunque sarà il tempo a confermare o meno il giudizio.

 

Intanto mi è piaciuto il suo editoriale di saluto. È stato concreto, come mi aspettavo che fosse. Soprattutto non ha promesso di stupire con effetti speciali. Quello è uno dei pericoli a cui d

Si può andare incontro nel primo editoriale.

 

Ma sono due i passaggi che credo siano da sottolineare. Il primo è  quando scrive: noi crediamo ancora nel valore dell’informazione e del rispetto. Rispetto per la notizia, certamente, ma soprattutto per le persone coinvolte.

 

Ma anche; non crediamo che vinca chi “urla” di più, ma chi “si parla” di più. È ancora: è più facile urlare ed offendere piuttosto che parlare e confrontarsi.

Secondo me sono segnali forti in un momento in cui il dialogo all’interno delle nostre comunità è sempre più inquinato da notizie false, urlate, manipolate e distorte ad arte. In questo momento è più difficile abbassare i toni. Ma non è remissività, è coraggio. Fare un giornale urlato sarebbe anche più facile. Più difficile farlo riflessivo. È più complicato, ma, io credo, anche più tranquillizzante per i lettori che hanno bisogno di avere certezze invece di essere continuamente stupiti con effetti speciali. E, io penso, sarà quello che prima o poi si chiederà anche alla politica. Buon lavoro.

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