Il Natale 2025 va in archivio, ma, come di consueto, negli scaffali dei supermercati ancora per un po’ di tempo ci saranno panettoni e pandori in vendita a prezzi scontati. I due lievitati, assieme al torrone, sono i dolci simboli del periodo più gettonato dell’anno. Per la verità, però, ce ne sarebbe un altro che non è pubblicizzato nonostante sia piuttosto gettonato: il tronco. Un prodotto preparato dai fornai. Non tutti. È una delizia.
Le origini sono antichissime e si rifanno alla tradizione del ceppo di Natale, usanza diffusa in tutta Europa e anche nelle nostre campagne. La sera di Natale ci si riuniva intorno al camino e si faceva bruciare un grande ceppo di legno, simbolo di buon auspicio per l’arrivo del nuovo anno.
La tradizione del ceppo di Natale è stata trasformata in un dolce nel 1945. L’idea è stata dei francesi inventori del Bûche de Noël. Il ceppo portafortuna diventa un rotolo di pasta biscotto con il tipico aspetto del tronchetto di legno. La base sono tre rotoli di pan di spagna. I due più corti ai lati del ceppo più lungo.
Quello originale era farcito con marmellata e ricoperto da una glassa di cioccolato che simula la corteccia. Trattandosi di un dolce universale ormai ci sono parecchie ricette. Ma la marmellata pare sia stata dimenticata. Nella versione che da sempre imperversa in Romagna il ripieno è una chantilly di crema e panna con scaglie di cioccolato, mentre l’esterno è una crema al burro ricoperto di cioccolato fondente screziato con i rebbi di una forchetta.
Quest’anno però c’è chi ha proposto un’interessante variazione: l’esterno ricoperto con una chantilly al mascarpone. Una scelta interessante e gradevole. La crema al burro è buona, ma pesantuccia. E’ vero che con le ultime tecniche può essere soffice. Per riuscirci serve usare lo zucchero a velo e poi aggiungere un po’ di latte o panna. Ma la chantilly al mascarpone è tutta un’altra cosa e rende il dolce non solo più gradevole, ma consente, a chi lo desidera, anche di farsi servire anche una porzione più abbondante.
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