26 Gennaio 2026
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Si è concluso lo scorso 23 gennaio a Cesena la 20° edizione del corso per  aspiranti assaggiatori/assaggiatrici di oli di oliva vergini, organizzato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL) dell’Università di Bologna e Ser.In.Ar., in collaborazione con l’Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio (AIRO).

All’iter formativo, che ha avuto una durata di 40 ore ed è stato avviato il 14 gennaio, hanno partecipato 29 corsisti (nella foto), in buona parte studenti universitari, ma anche persone desiderose di approfondire sia per esigenze professionali che per proprio interesse le caratteristiche di un prodotto, quale l’olio, sul quale negli ultimi decenni si è verificato un notevole sviluppo sul nostro territorio, con ottimi livelli qualitativi raggiunti dai produttori locali. Di rilevo anche la partecipazione di tre corsiti provenienti dall’estero.

“Questo corso – spiega Sara Barbieri, docente del DISTAL e coordinatrice del corso – si pone l’obiettivo di conoscere le caratteristiche organolettiche del prodotto e di evidenziare la complessità di quanto troviamo dentro ad una bottiglia d’olio, anche in funzione di un acquisto consapevole e ragionato. Questo percorso formativo, poi, è il primo passo per diventare assaggiatori ufficiali: il secondo step consiste nella partecipazione a degustazioni organizzate dallo stesso DISTAL, in collaborazione con Ser.In.Ar.. Successivamente il candidato può iscriversi all’elenco nazionale degli assaggiatori esperti che viene redatto a livello regionale. Pur non esistendo una professione strutturata, gli assaggiatori sono richiesti per consulenze ad aziende agroalimentari o per diventare collaboratori di panel di assaggio”.

Il corso è stato curato da docenti del Campus degli Alimenti di Cesena (parte integrante del DISTAL), da assaggiatori professionisti e da membri del Panel dell’Università di Bologna, unico in Emilia-Romagna, che ha il compito in Regione di definire e assegnare le DOP e le IGP dell’olio: completano il corpo docenti anche alcuni membri della già citata Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio (AIRO).

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